Uno degli edifici storici dell'Arsenale, che andranno ristrutturati, nel futuro complesso Ars District

URBANISTICA E BILANCIO. La Giunta ha pronto il cronoprogramma. A breve il progetto per l’intera riconversione del sito

Si comincia dai nuovi tetti. Ed entro la fine del 2018 le linee su bonifica e rischio sismico

Nuovo Arsenale? Per vedere al lavoro le ruspe ci vorrà un anno. E si ipotizza la chiusura dei cantieri nel 2023.
Intanto procede le progettazione della riqualificazione e riconversione dell’ex complesso militare asburgico.
E spunta per la prima volta un cronoprogramma degli interventi, come fa sapere l’Amministrazione comunale. Entro la fine di quest’anno, infatti, sarà pronto il progetto per la bonifica e la valutazione del rischio sismico dell’area.
Sarà poi appaltata la progettazione relativa alle coperture, per i cui lavori sono già stanziati nove milioni. Inoltre, a breve, sarà completato il progetto preliminare complessivo dell’Arsenale, che stabilirà le destinazioni per ciascun comparto – il futuro Ars District con Accademia d’arte, mercato, formazione, spazi per il quartiere, ristorazione, bar, musei, laboratori – già approvate dalla Giunta.L’assessore all’urbanistica e all’ambiente Ilaria Segala, insieme a quello ai lavori pubblici Luca Zanotto a quella al patrimonio Edi Maria Neri, annuncia l’iter da seguire. «Il 2019 sarà dedicato quasi esclusivamente alla progettazione», spiega la Segala. «Si procede su tre binari paralleli, per accelerare i tempi e restituire il prima possibile questo patrimonio alla città», aggiunge. «Il progetto preliminare complessivo ci permetterà di procedere a stralci, appaltando quindi i lavori a seconda dei comparti interessati». Zanotto ricorda che per la redazione del progetto esecutivo e definitivo dell’ex Arsenale la Giunta ha stanziato tre milioni, derivanti dai 16 milioni dell’avanzo di bilancio sbloccati dal Governo.SOLDI PER OPERE. Intanto la commissione consiliare bilancio, presieduta da Alberto Zelger (Lega), presenti i dirigenti dei settori comunali, ha approvato appunto la delibera – licenziata lunedì dalla Giunta – che destina i 16 milioni di avanzo di amministrazione 2017. I 16 rientrano nei 36 sbloccabili sui 104 vincolati dal patto di stabilità. Come già illustrato dal sindaco Federico Sboarina, i 16 milioni saranno impiegati per lavori pubblici per i quali ci sono già progetti finanziabili entro fine 2018. Entro fine anno infatti devono essere avviati gli iter delle opere, almeno per quanto riguarda il piano sicurezza.A sbloccare quei soldi, per investimenti, quindi opere – nel caso di Verona ora manutenzioni di strade, marciapiedi, edifici pubblici – e non per spese correnti, è stata una circolare del ministero dell’economia e finanze. Sulla scia di due sentenze della Corte costituzionale che hanno riconosciuto l’autonomia dei Comuni a impiegare i soldi accumulati in cassa, indipendentemente dai vincoli a utilizzarli posti dall’Unione europea all’Italia per rispettare il patto di stabilità. In commissione i consiglieri Michele Bertucco, di Verona e Sinistra in Comune, di Verona Civica Tommaso Ferrari e di Verona Domani Marco Zandomeneghi e Federico Benini del Pd hanno chiesto dettagli sulle opere previste, anzitutto nei quartieri.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Note: Enrico Giardini