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IL PROJECT. Italiana Costruzioni va al Tar chiedendo i danni per le scelte dell’Amministrazione.
Navarra: «Il sindaco ci riceva». Replica: «Valuteremo, poi la scelta»

Arsenale, la guerra continua. E si modifica, andando per vie legali e con nuovi terreni e fronti di scontro. Dopo il braccio di ferro nelle due Amministrazioni Tosi contro l’idea di un project financing per riconvertire l’ex complesso asburgico in spazi per la cultura, negozi, parco – a cui erano contrarie le opposizioni – la neoinsediata Giunta del sindaco Federico Sboarina ha “congelato” l’iter del project. In attesa che il Tar si esprima sul ricorso presentato dal Comitato Arsenale contro la variante urbanistica. Facendo capire di avere idee diverse sul futuro del complesso, ma in ogni caso di voler approfondire la questione. E l’ordinanza del Tar è prevista il 13 settembre prossimo.Ora però Italiana Costruzioni, società che ha presentato comunque entro il termine originario del 20 luglio scorso (poi appunto stoppato) una proposta di project per riconvertire e gestire il compendio, ha presentato a sua volta un ricorso al Tar. Lo ha fatto il 27 luglio contro il sindaco Sboarina e i dirigenti comunali Giorgio Zanoni e Adriano Martinelli, chiedendo il risarcimento dei danni – di fatto per quanto speso nella fase di progettazione – che deriverebbero dall’eventuale mancata prosecuzione dell’iter. In pratica, se non si dovesse fare più nulla.Secondo Italiana Costruzioni, proponente del project, come si ricava tra l’altro nel testo del ricorso, le dichiarazioni di Sboarina post elezioni «dirette a mettere in discussione la procedura», rendendola «instabile», gettano le basi per un «possibile contenzioso che avrà come unica conseguenza quella di ritardare la conclusione del procedimento e di perdere i finanziamenti pubblici già stanziati», con riferimento ai 14,5 milioni che il Comune, stando alla proposta di project, aggiungerebbe ai 30 messi dall’impresa.Nel ricorso inoltre l’azienda contesta anche che la sospensione del procedimento, pubblicata sul sito web del Comune, fosse firmata da Martinelli, ritenendolo non competente in materia. L’impresa sostiene poi che la nomina del nuovo Responsabile unico del procedimento (Rup), Zanoni, fatta da Sboarina, non spetti al sindaco, ma al dirigente comunale di massimo livello. «È più che evidente che non spetta al sindaco, come organo monocratico, con decreto sindacale, nominare il Rup», si legge nel testo, in cui poi peraltro si aggiunge che «l’atto di nomina – al momento non noto al ricorrente – è invalido per incompetenza». Insomma, per questo Italiana Costruzioni chiede i danni, scrivendo che altri potrebbero esserne chiesti in seguito a «ulteriori eventuali decisioni ovvero inerzie da parte del Comune o dei suoi organi».«Lascio ai miei avvocati la vicenda legale», ci dice al telefono Attilio Maria Navarra, presidente di Italiana Costruzioni, che tre settimane fa, presentando comunque la proposta, aveva chiesto di incontrare Sboarina per illustrargli il progetto. «Quanto alla forma, mi sarei aspettato che il primo cittadino volesse ascoltare un privato, cioè noi, disposto a investire 30 milioni in un progetto di riqualificazione dell’Arsenale, comunale, e che ha già speso soldi per il progetto. Non credo sia giusto mischiare piani diversi dicendo che è in attesa dell’ordinanza del Tar sul ricorso sulla variante». Ma Navarra va oltre: «Conoscono i cittadini, ma anche il sindaco, gli aspetti economico-finanziari e social-culturali della gestione dei musei? Il nostro investimento sarebbe di 45 milioni, per ristrutturare un Arsenale che dopo 50 anni tornerà al Comune. Per gestirlo, con utili. Ricordo che la manutenzione dell’Arsenale, ormai degradato, costa 1,5 milioni all’anno. Ebbene: con il solo museo di Storia naturale, all’Arsenale, con centomila visitatori all’anno, e sono già tanti, a 12 euro al biglietto, si arriva a 1,2 milioni, meno di quanto servirebbe per la manutenzione. Ora, affidare al privato la gestione e avere utili, come mi risulta si faccia per le piscine, a Verona, mi pare la migliore soluzione».Interpellato, Sboarina replica così: «È nostro dovere di amministratori valutare qual è la migliore soluzione per l’Arsenale, nell’interesse dei cittadini veronesi, e soltanto in base all’esito di queste verifiche prenderemo delle decisioni». Come puntualizza il primo cittadino con riferimento al ricorso di Italiana Costruzioni, «siamo sereni e fiduciosi nell’operato del Tar, perché riteniamo che gli atti da noi compiuti siano conformi ai regolamenti comunali». Il tutto, puntualizza il primo cittadino, anche in attesa «dell’esito del ricorso sulla variante urbanistica. È chiaro che se essa dovesse decadere, decade anche il project». Intanto, dovrà andare in Consiglio comunale la revoca della dichiarazione del pubblico interesse del progetto Arsenale – del 30 novembre 2016 – e poi la variazione di bilancio sui 14,5 milioni stanziati al Comune per il project, da impegnare entro il 31 dicembre.E.G.

Tratto da: arena-cronaca - pag.14

Data: 5/08/2017

Note: E.G.