Tetto nuovo su uno degli edifici dell'Arsenale

IL CANTIERE. Sopralluogo degli assessori Segala e Zanotto nella Corte ovest dell’ex complesso militare. «Gli edifici non avrebbero superato i rigori di un altro inverno»
Già completata una copertura in lamiera rossa e in via di conclusione una seconda. L’intervento è provvisorio in attesa della riqualificazione definitiv

«Edifici così malridotti un altro inverno forse non l’avrebbero superato». Lo dice, guardandosi attorno, l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala. Visto dall’alto, dalle impalcature, l’Arsenale costruito dagli austriaci e intitolato all’imperatore Franz Josef e immerso nel verde, conserva ancora il suo fascino. Ma entrando all’interno della palazzina, fra ponteggi e operai al lavoro, la sensazione è invece di sconforto per usare un eufemismo. Soffitti e travi marci, muri sbrecciati e divorati dalla muffa e dall’umidità, pozzanghere sui pavimenti. L’assessore, insieme al collega ai lavori pubblici Luca Zanotto, ieri ha visitato i cantieri, avviati a novembre, nell’edificio 10, sul lato est della Corte ovest, e nell’edificio 3, sul lato nord della Corte centrale, che per un periodo aveva ospitato l’archivio di Stato e parte del deposito del museo di Storia naturale. L’intervento, che secondo le previsioni si dovrebbe concludere entro giugno, o metà luglio in caso di intoppi, riguarda i tetti. La copertura di entrambi gli edifici, realizzata in via provvisoria una decina di anni fa dall’Agec, è formata da lastre di fibrocemento ormai danneggiate e in qualche caso ridotte a pezzi. «Le lastre non contengono amianto, come confermano le analisi specifiche che abbiamo fatto eseguire», affermano i presenti. Tale voce, rivelatasi infondata, aveva creato allarmismi tra i frequentatori della zona. L’ultimo episodio solo qualche giorno fa, con una signora infuriata che minacciava di denunciare l’impresa.Per fermare il degrado causato soprattutto dalle infiltrazione d’acqua sulle strutture murarie, è già stata completata l’intera copertura della palazzina 10. Il nuovo tetto, anch’esso provvisorio (ma si prevede che tale situazione durerà parecchi anni), è stato realizzato con un primo strato in pannelli «osb» in legno pressato e, sopra, con lamiere colore rosso Siena. «Più durature» assicura l’assessore Segala. Sono stati rifatti anche grondaie e scarichi pluviali. Oltre alla rimozione nel sottotetto del materiale di scarto, è stata ripulita la muratura esterna dalla vegetazione infestante. Lo stesso intervento è in fase di completamento della palazzina 3, il cui tetto, a differenza di quanto era stato previsto, sarà completamente rifatto grazie ai costi di cantiere minori di quelli preventivati. I lavori, che riguardano una superficie di duemila metri quadrati solo sulla palazzina 3, sono stati finanziati dal Comune con 400mila euro. «Si tratta di interventi non definitivi ma che, oltre a mettere in sicurezza le palazzine della corte ovest», commenta Segala, «permettono più puntuali accertamenti sullo stato delle coperture ma anche sugli edifici e le diverse problematiche, per un cantiere work in progress in vista del progetto di riqualificazione del complesso». Al sopralluogo erano presenti anche la presidente della commissione temporanea Arsenale Paola Bressan e il presidente della commissione urbanistica Matteo De Marzi. «Riuscire a rifare completamente anche tutta la copertura della palazzina 3, è davvero una bella notizia» afferma l’assessore Segala. «Questi tetti», continua, «erano in uno stato di così forte degrado, che sarebbe stato davvero rischioso lasciarli alle intemperie di un altro inverno. Inoltre, averli messi in sicurezza ci consente di progettare il recupero complessivo partendo dal corpo centrale, che sarà oggetto dei primi interventi del progetto esecutivo da nove milioni di euro». L’opera di riqualificazione definitiva partirà dalla corte centrale. «Da quel momento», informa l’assessore Segala, «gli interventi provvisori come questi saranno messi in coda».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 12/05/2018

Note: ENRICO SANTI - FOTO MARCHIORI