MONUMENTI DA SALVARE. A Palazzo Barbieri anche i titolari dello studio Contec per definire l’ipotesi di restauro e di gestione dell’ex complesso militare austriaco
Rizzani de Eccher ribadisce la volontà di attuare il suo intervento. Altre società in pista Ma la Giunta rinuncerebbe al project financing a favore di un bando di gara più veloce

Cambio di rotta del Comune per il restauro e la riconversione dell’Arsenale. L’Amministrazione si sta orientando a rinunciare al project financing, per stabilire chi realizzerà i lavori e gestirà parte dei nuovi edifici dell’ex complesso militare asburgico. L’ipotesi che si sta facendo largo è quella di un bando di gara di tipo classico, con analoghi obiettivi – scegliere chi restaura gli edifici, in buona parte cadenti, e gestirne una quota, lasciandone una parte pubblica – indetto dal Comune. A cui potrebbero partecipare più imprese. La vincitrice verrebbe così individuata dal Comune stesso, proprietario dell’Arsenale.L’obiettivo di questo cambio di rotta? Risparmiare tempo e denaro, rispetto a un project financing. Una procedura, quest’ultima, in base alla quale il promotore presenta un progetto, con il quale poi se ne confrontano eventuali altri, con i piani economici, per individuare il concessionario che compirà l’opera e gestirà gli spazi.Tutto questo mentre la società Rizzani de Eccher e lo studio Contec stanno definendo con Palazzo Barbieri la proposta, aggiornata, di project financing, rispetto a quella iniziale ritenuta non più percorribile dall’Amministrazione. E proprio ieri mattina, dopo l’incontro di due settimane fa, si sono nuovamente presentati in municipio i rappresentanti della società Rizzani de Eccher e dello studio Contec, per ribadire che entro pochi giorni presenteranno le carte con la proposta aggiornata. Da valutare, in vista del project. Rispondendo, così, all’ultimatum del sindaco Flavio Tosi, il quale aveva sollecitato Rizzani de Eccher e Contec a presentare il progetto riveduto, dicendo anche che ci sono altre società di alto livello interessate alla riqualificazione.Se, come sembra, verrà bandita una gara diversa del project, tutte le imprese interessate potranno comunque partecipare. E così si chiarirà anche come Palazzo Barbieri intende utilizzare i 12 milioni ottenuti da parte della vendita del Palazzo del Capitano alla Fondazione Cariverona e che, in caso di project financing, verrebbero aggiunti a quelli messi dai privati.Tornando a Rizzani de Eccher e Contec, la revisione del progetto iniziale aveva un nodo: la durata della concessione a privati delle porzioni dell’Arsenale che resterebbero in mani private. Da questa durata dipenderebbe, fra l’altro, la sostenibilità economica dell’operazione.Non ritenuta fattibile la prima proposta, dalla Giunta, a febbraio Contec e de Eccher erano stati invitati a presentarne un’altra, più volte illustrata. La parte di edifici in concessione a privati scenderebbe a meno del 30 per cento. Interventi nella parte pubblica: restaurare la palazzina di comando, per mostre e congressi. Sistemare la corte est per scuola d’infanzia, parco, locali per cultura, volontariato. E ancora: restaurare i portici, ripulire il verde. La parte privata? Rifare la corte centrale, per negozi. Investimento di 27 milioni e mezzo, di cui 12 messi appunto dal Comune, compresa la concessione del diritto di superficie ai privati della corte centrale, inizialmente prevista a 99 anni. Ma ora, con l’ipotesi di un nuovo tipo di gara, le condizioni potrebbero cambiare.o

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 3/11/2015

Note: Enrico Giardini CRONACA, pagina 13