LA STORIA INFINITA. Il Consiglio di Stato dà ragione all’Amministrazione attuale che aveva revocato il project financing

Bocciato il ricorso di Italiana Costruzioni. Sboarina: «Ora avanti con il nostro progetto»
Pietra tombale sul project financing di Italiana Costruzioni per la riqualificazione dell’ex Arsenale – spazi per mostre, parco, negozi, una scuola – presentato durante l’Amministrazione Tosi e cancellato da quella del sindaco Federico Sboarina. La quale sta lavorando a un nuovo piano di riconversione dell’ex complesso militare asburgico – sarà un Ars District, una cittadella dell’arte – e alla ristrutturazione dei tetti degli edifici. Il Consiglio di Stato ha dato infatti definitivamente ragione all’Amministrazione sul ricorso presentato in appello, dopo la sentenza del Tar, dalla stessa Italiana Costruzioni, – società dei fratelli Navarra, con sede a Roma – che era ricorsa contro il Comune e contro il Comitato Arsenale di Verona.La sentenza, pubblicata ieri e come sottolinea il sindaco, evidenzia la correttezza degli atti adottati dall’Amministrazione Sboarina. A cominciare dalla revoca della delibera consiliare per il recupero e riqualificazione con project dell’ex Arsenale, approvata dal Consiglio comunale il 29 settembre 2017. Il Consiglio di Stato – oltre a dire che fino a quanto una gara di project non viene bandita e giudicata, un’Amministrazione può sempre fare marcia indietro e annullarla, come ha fatto Sboarina – stabilisce anche che il Comune non dovrà risarcire nemmeno un euro al ricorrente, tanto meno le spese progettuali.Il project Arsenale – insieme a quello per il Passante nord con traforo delle Torricelle, anche questo appena sepolto dal Consiglio di Stato – fu una delle “bandiere” di Tosi. Al punto che Sboarina parla di «vittoria totale. Il lavoro sull’Arsenale mi ha impegnato dal primo giorno dopo le elezioni del 25 giugno 2017, tanto che ho firmato l’avvio della procedura per la revoca del project prim’ancora della composizione della giunta e del Consiglio comunale, prendendone la responsabilità in prima persona», spiega il sindaco, presenti gli assessori all’urbanistica e all’ambiente Ilaria Segala e ai lavori pubblici Luca Zanotto, vicesindaco, con il conservatore dell’Arena Sergio Menon e Giovanni Caineri, dell’avvocatura civica. «A nulla sono valse le bugie e le minacce di chi sbandierava il project come l’unica soluzione per il recupero dell’Arsenale, anche dicendo che avremmo dovuto pagare dei danni, ingannando ancora una volta i consiglieri comunali e i cittadini», aggiunge il sindaco, riferendosi in primis a Tosi. Quindi «il Consiglio di Stato ha confermato la bontà degli atti amministrativi e anche delle nostre scelte politiche. Ricordo infatti che abbiamo potuto avviare il restauro dell’Arena grazie proprio alle risorse liberate dal project, nove milioni, lavori urgenti ma che in assenza di fondi sarebbero slittati di almeno due anni».Che cosa succederà ora, dunque, all’Arsenale? «Continueremo il percorso per restituirlo alla città, che avevamo cominciato nonostante il ricorso pendente», puntualizza Sborina. «Primi cantieri entro l’anno. Noi abbiamo evitato la creazione di un centro commerciale all’Arsenale, come prevedeva il project da noi revocato». Il sindaco ricorda i lavori urgenti per sistemare le coperture delle palazzine 3 e 10, già realizzati con 400mila euro. Tra un paio di settimane sarà pronto il progetto per la bonifica e il rischio sismico dell’area e sarà appaltata la progettazione relativa alle coperture, per i cui lavori sono già stanziai 9 milioni. E giovedì arriverà in giunta il progetto con le destinazioni definitive per ciascun edificio. «L’Arsenale è di tutti e tale resterà», conclude Sboarina. «Abbiamo volutamente portato avanti con la città una commissione ad hoc, presieduta dalla consigliera Paola Bressan, per recepire pensieri e sensibilità comuni sul tema».Gioisce anche il Comitato Arsenale, che guarda già al recupero del complesso. «Ora resta il compito, persino più difficile, pur su un piano di ben altra qualità, di spingere (convincere) l’attuale Amministrazione a un comportamento meno tentennante, più valido culturalmente e più concreto ed efficace». E Michele Bertucco, consigliere di Verona e Sinistra in Comune, dice: «Ora ci attenderemmo scuse sia da parte della ditta che dell’ex sindaco Tosi e della consigliera Bisinella che per mesi hanno cercato di condizionare i consiglieri comunali ventilando la possibilità di cause risarcitorie milionarie a carico sia del Comune che dei singoli consiglieri. Scuse che sarebbero dovute anche alla città».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Note: Enrico Giardini