La planimetria del progetto Ars district davanti a una finestra dell'Arsenale

PATRIMONIO. Affidato a una società di ingegneria di Modena l’incarico per il rifacimento dei tetti, per il quale il Comune ha stanziato 9 milioni. Ma non è l’unica novità
Entro fine mese il piano in Giunta, poi in Consiglio: arte come filo conduttore, ma anche mercato urbano e collezioni di Storia Naturale

Passo «doble» sulla riqualificazione dell’Arsenale. È stato affidato a una società di ingegneria di Modena, la Politecnica, l’incarico dell’opera di rifacimento delle coperture. Inoltre, entro fine mese gli uffici tecnici di Palazzo Barbieri presenteranno il progetto preliminare di ristrutturazione dell’intero compendio.Il rifacimento dei tetti, opera per la quale il Comune ha stanziato 9 milioni, partirà probabilmente alla fine dell’estate. L’incarico alla società Politecnica, che si è aggiudicata il bando di gara, è già stato conferito. L’intervento vero e proprio sarà preceduto dalla stesura dei progetti definitivo ed esecutivo e dallo studio per la valutazione e la messa in sicurezza dal punto di vista sismico. «Nei prossimi giorni», fa sapere l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala, «faremo un primo incontro con i progettisti per valutare tempistiche e modalità del cantiere». Ma non è questa l’unica accelerazione. Entro la fine del mese si prevede, infatti, la conclusione da parte degli uffici comunali del progetto che rappresenta il primo passo verso la nascita dell’«Ars district». «Tale studio preliminare», informa l’assessore all’urbanistica, «comprende il progetto di fattibilità tecnica ed economica del modello di ristrutturazione, con relative destinazioni, che la Giunta comunale ha adottato».Il piano preliminare, dopo il via libera della Giunta, approderà in Consiglio comunale per l’approvazione finale. Quindi potranno essere messe in bilancio le risorse necessarie per l’avvio degli interventi, che sarà a stralci. «Da quel momento si potrà fare il bando di gara per la progettazione definitiva ed esecutiva, siamo quindi», assicura Segala, «nei tempi stabiliti per questa prima fase. I due interventi, rifacimento delle coperture e cantieri, procederanno di pari passo» spiega l’assessore, «e se non ci saranno intoppi entro il 2022 avremo il nuovo Arsenale». Il programma di «rinascita» dell’ex caserma era stato presentato ufficialmente agli inizi di settembre. Da Arsenale diventerà «Ars», parola latina che significa arte. Ma anche l’acronimo di «arte, come filo conduttore dell’intero progetto, relazione, poiché sarà il luogo di incontro di veronesi e turisti e storia, poiché ci sarà un’importante parte museale, ma anche perché questa stessa struttura rappresenta parte della storia della città». Ad Ars si sono voluti aggiungere termini in inglese – District per l’intera struttura e Central nella corte centrale con le varie strutture: ars student & management hotel, ars working guest, ars urban gallery, ars playground kids e ars bebè box – per «dare un segnale di internazionalizzazione». Una volta ristrutturato, nel compendio troverà posto anche l’Accademia di belle arti, ora a palazzo Montanari, e un mercato urbano, sull’esempio di quello di Firenze. Il primo cantiere «della rinascita» aveva aggiunto l’assessore Segala, sarà quello nella corte est adiacente la chiesa di San Francesco per la costruzione del mercato coperto. La Palazzina comando, inoltre, ospiterà le collezioni visitabili dei depositi di geologia, botanica, zoologia, paleontologia, con aule didattiche e laboratori, del museo di Storia naturale e le biblioteche specialistiche e d’arte ora consultabili a Palazzo Pompei e a Castelvecchio.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 9/01/2019

Note: Enrico Santi