IL PROGETTO. Continuano le sedute della commissione consiliare che esamina le proposte di recupero dell’ex complesso militare di Borgo Trento.

All’Amministrazione piace l’idea di interventi che una volta cessata la funzione possano essere smantellati
Meno due, e non è la temperatura.

Tante sono le riunioni della commissione temporanea che mancano alla definizione del ventaglio di proposte per la riqualificazione dell’Arsenale. Alla fine del mese la palla passerà alla Giunta per condensare il tutto in un unico grande progetto fattibile per costi e tempistiche. Mentre l’Amministrazione ha già in animo un cantiere parallelo per il rifacimento di tutte le coperture, da avviare l’anno prossimo.Stanno prendendo forma le proposte.

Correggendo il tiro, di seduta in seduta, ci stanno lavorando i super consulenti di Palazzo Barbieri, l’architetto Federico Bricolo, docente e già assessore a Sommacampagna, e il collega del Politecnico di Milano Federico Bucci. Ma per il momento rimane una certezza soltanto: il parco. Sarà il cuore dell’Arsenale rigenerato, su questo sono tutti d’accordo. E la riconversione dell’ex complesso militare austriaco potrebbe partire proprio da un restauro leggero del verde, per arrivare ai tentacoli «green» che collegano Borgo Trento e Piazza Vittorio Veneto, a forte urbanizzazione, con Castelvecchio e l’Arsenale.

Quest’ultimo con il perimetro schermato da una quinta verde di alberi, e all’interno una esplanade e la «Campagnola», attrezzature e spazi da vivere. Per un totale di 500mila metri quadrati di superficie e un costo stimato di 5 milioni. La cifra minima per un’operazione di questo tipo, spiega Bricolo.

Invece è ancora tutta da vedere la ristrutturazione degli edifici, ma all’Amministrazione piace il modello della reversibilità: interventi che dopo venti o trent’anni, finita la funzione, possano essere smantellati. «Sarebbe un’azione di grande civiltà» sottolinea Bricolo. Lui e Bucci hanno anche sviluppato degli scenari, con tanto di rendering e analisi dei costi.

Il primo comprende quasi 7mila metri quadrati di Museo di Storia naturale, l’incubatore di startup, la Seconda circoscrizioni, il teatro della fondazione Aida, un bar-ristorante, il mercato coperto, l’Accademia di Belle Arti e ovviamente il parco. 53 milioni di euro complessivi tolte l’infrastrutturazione delle reti e la bonifica del suolo, che sono ancora da calcolare, di cui una quarantina a carico del Comune. Il secondo è praticamente uguale, tranne per la parte sottoterra che collega tutti i padiglioni e fa aumentare la stima di 7 milioni. Il terzo, senza il museo ma con la palazzina di comando destinata a biblioteca per il museo di Castelvecchio, abbasserebbe i costi a 44 milioni. Si è ipotizzato pure l’ordine degli interventi: area est, parte centrale, corte ovest, palazzina di comando e infine il parco, con l’idea di attivarlo da subito in forma leggera. Se ne riparla nella seduta del 27 dicembre. E negli scenari sarà inserita la scuola. L.PER.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 21/12/2017

Note: L.Per.