La palazzina comando dell'ex Arsenale asburgico

PATRIMONIO. Vinto la «partita» al Tar, l’amministrazione comunale non vuole perdere tempo. E fa sintesi delle proposte
Lo sgombero di residuati bellici andrà di pari passo con i lavori del piano di riqualificazione e riutilizzo.
Arsenale: tappe forzate per i lavori di manutenzione ai tetti, per la bonifica del terreno da residuati bellici e anche per fare sintesi delle proposte e delle future destinazioni d’uso dei vari edifici da ristrutturare. Che avranno funzione culturale, sociale, e per attività imprenditoriali legate all’innovazione. E ci sarà anche il parco urbano. Prosegue, con incontri con enti e associazioni per quanto riguarda le funzioni, e con gli uffici comunali per gli aspetti urbanistici e ambientali, il lavoro per la riconversione dell’ex Arsenale. Tanto più dopo che il Tar del Veneto ha dato ragione al Comune nel ricorso di Italiana Costruzioni contro la revoca del project financing – votata dal Consiglio comunale – che aveva presentato per la riconversione dell’ex complesso militare austriaco.Nel piano triennale delle opere pubbliche 2018/2020 l’Amministrazione ha stanziato a bilancio nove milioni all’anno per i lavori di riconversione dell’Arsenale. L’Amministrazione punta poi a utilizzare sette milioni sbloccabili dal patto di stabilità; e va ricordato che il Comune ha in cassa 120 milioni. La bonifica, su circa ventimila metri quadrati, in particolare da piombo nel sottosuolo, costerebbe 2,5-3 milioni, come spiega l’assessore all’urbanistica e all’ambiente Ilaria Segala. «Si stima che serva scavare almeno un metro, nel terreno», dice, «ma dipenderà dalle varie zone. L’intenzione è di procedere in tre lotti, come si farà del resto con i lavori di riconversione». I tre lotti sono le corte ovest – che in futuro potrebbe avere il museo di Storia naturale – quindi una parte della corte centrale (dove in una porzione si prevede un ristorante, con un plateatico) e quindi la corte est, verso l’Adige, dove ci alcuni edifici saranno destinati a capannoni e altri a un mercato coperto. «Ricordo che, nel project revocato, per la bonifica era previsto mezzo milione mezzo dai privati, ma il resto a carico del Comune». Nella palazzina di comando, poi dovrebbe andare la biblioteca del vicino museo di Castelvecchio. Si procede, dunque, su più piani, in vista di quello che la Segala non chiama masterplan ma «piano di coordinamento del recupero dell’Arsenale». Insomma, ciò che si farà nel complesso, che il sindaco Federico Sboarina sogna diventi «la cittadella dell’innovazione».Intanto la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Marta Vanzetto replica alla maggioranza di centrodestra che ha contestato la sua assenza dal voto nella revoca del project. «Sono sempre stata contraria al project Arsenale e ribadisco la mia posizione», dice. «La delibera dell’Amministrazione era talmente rischiosa che il sindaco e la giunta non l’hanno votata. Non è certo compito dell’opposizione quello di votare delle delibere rischiose che neppure il sindaco e assessori hanno il coraggio di sostenere».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 21/02/2018

Note: E.G.