Lavori su tetti di alcuni edifici dell'Arsenale: il ripristino delle coperture è il primo intervento programmato nel complesso ex militare

IL CASO. Area contaminata di 40mila metri. Segala: «Ma l’acqua è pulita». La Paglia (Pd): «Scegliere l’opzione più sicura»
Due ipotesi di intervento: asportare uno strato di suolo inquinato o aggiungere terra Intanto conclusa la gara europea, la progettazione assegnata alla Società Politecnica.
Si è svolta la seduta finale della gara europea sull’Arsenale che ha assegnato la progettazione alla Società Politecnica, che sta seguendo anche l’appalto relativo alle coperture degli edifici dell’ex compendio asburgico. A breve sarà possibile dunque partire con la progettazione dell’area. L’assegnazione è provvisoria: prima dell’ufficialità devono concludersi le verifiche dell’antimafia come da normativa. Ma già domani è previsto un sopralluogo insieme al sindaco Federico Sboarina.L’annuncio lo ha dato l’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala durante la commissione sull’Arsenale presieduta dalla consigliera Paola Bressan, che si è occupata anche della questione relativa all’inquinamento da metalli di circa 40mila metri quadrati nelle zone esterne agli edifici. Gli studi degli ultimi mesi, infatti, confermano che l’area è contaminata e che sarà necessaria un’accurata bonifica. Le tipologie di messa in sicurezza del luogo – diverse per costi ed effetti – sono state illustrate in commissione dal geologo Paolo Rocca. E fanno discutere.Sul suolo sono stati ritrovati contaminanti  organici e inorganici, pericolosi per la salute, dovuti agli usi militari del sito, che fino agli anni Novanta del Novecento era una caserma . Si tratta di idrocarburi e metalli pesanti come piombo, mercurio e antimonio il cui potenziale nocivo, stando ai rilievi acquisiti, si trasmetterebbe per contatto e ingestione e non per inalazione.Le soluzioni prospettate dai tecnici geologi sono diverse, due in sostanza le alternative. La prima e più radicale, con un costo stimato di un milione 200mila euro, prevede l’asporto dei primi 50 centimetri di terreno con relativo trattamento del fondo. La seconda, 550mila euro la spesa complessiva, prevede invece l’aggiunta di 20 centimetri di terreno e la posa di una geo-griglia per impedire, specie nelle aree parcogiochi, che future escavazioni da parte degli stessi bimbi o di cani e gatti, possano raggiungere e sollevare la parte inquinata.Oltre ad essere più onerosa, la prima opzione prevedrebbe anche tempistiche incerte a causa dei probabili ritrovamenti archeologici e il conseguente intervento della Soprintendenza, ha riassunto Rocca alla commissione. «Aggiungere o asportare: il dilemma emerso in Commissione consiliare sulla bonifica da effettuare sulle parti di terreno dell’Arsenale inquinate dovrebbe poter essere superato di slancio da un’amministrazione che ha deciso di investire per la riqualificazione del compendio la bellezza di 52 milioni di euro», incalza la consigliera del Pd Elisa La Paglia. «E l’incognita Soprintendenza non sussiste. Ho fatto una prima verificata con gli uffici della Soprintendenza stessa: le tracce di storia romana rinvenute sono alla profondità di 2 metri, a un mezzo metro ci si può aspettare di intercettare i sottoservizi di epoca austriaca, che con le tecniche di studio attuali non comporterebbero particolari limiti ai lavori. Tali eventuali ritrovamenti valorizzerebbero l’Arsenale, non ne limiterebbero il recupero. Si scelga, quindi, la tecnica di bonifica che consente maggior sicurezza oggi e per il futuro», fa appello La Paglia.«Lo studio geologico ha portato una notizia molto positiva: tutti gli esami e i sondaggi svolti svolti sull’acqua dimostrano che è pulita e non ci sono infiltrazioni. L’inquinamento è sul terreno e lì resta», spiega Segala. «Quanto alla bonifica, abbiamo incaricato i progettisti di valutare le opzioni, si deciderà insieme», tranquillizza l’assessore.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 2/07/2020

Note: Ilaria Noro