PROPOSTE. La commissione continua a raccogliere idee sul recupero

Dal museo sulla robotica, sull’esempio di Linz in Austria, al progetto «Arcadia» per giovani artisti
Arsenale 4.0. Si alza il tiro. Fare della struttura di fortificazione austriaca un centro avanzato per l’arte e la tecnologia, in grado anche di riconvertire l’intera città a livello socio-economico. A proporre questa idea, ieri a Palazzo Barbieri davanti alla commissione straordinaria sull’Arsenale, sono stati Marco Trevisan, manager di arte e cultura, e Tommaso Cinti, presidente dell’associazione Amplificatore culturale. L’idea è di seguire le orme di Linz, città austriaca, che partendo da un semplice festival ha saputo diventare punto di riferimento internazionale con “Ars electronica”, una piattaforma unica per l’arte digitale, la tecnologia e la cultura: un museo sulla robotica, le biotecnologie, le neuroscienze, ma soprattutto un laboratorio in grado di attirare rilevanti finanziamenti privati, grazie ai progetti commissionati da aziende multinazionali, che vedono collaborare artisti ed esperti di tecnologia. Arte che non è più un costo dunque, ma che diventa volano di economia. Una proposta, come si è sottolineato ieri in Commissione, che andrebbe ovviamente declinata in base alle specificità di Verona, ma che è stata accolta con entusiasmo soprattutto dai consiglieri più giovani in modo bipartisan.Un altro progetto è arrivato dal presidente dell’Accademia delle Belle Arti Marco Giaracuni, insediatosi due mesi fa, che ha chiesto nuove aule, laboratori, spazi per le mostre e la socializzazione con il pubblico, considerato il crescente successo dell’Accademia, che ha raggiunto quest’anno quota 730 studenti. «Vorremmo creare una specie di Arcadia rivolta ai giovani, di ottocento-mille metri quadri, con un accesso anche al cortile, dove si potrebbero collocare le grandi installazioni che ora a palazzo Montanari non trovano una loro sede», ha spiegato Giaracuni. «Il Comune potrebbe accollarsi la copertura del fabbricato e portare i sottoservizi e l’Accademia si occuperebbe del restauro degli ambienti interni». Un’idea che si avvicina a quella dell’architetto Romualdo Cambruzzi, che già in passato aveva lavorato a un progetto per un bando di concorso sull’Arsenale, presentato allora da Agec. «Le scelte verranno fatte gradualmente, ma alcune si devono prendere subito», ha osservato Cambruzzi. «Il Museo di Scienze naturali, per un’area di 6.500 metri quadri, si potrebbe collocare nella corte nord, dove c’è il passaggio pedonale, collegando le due aree a livello interrato. L’edificio a tre piani a ovest si potrebbe utilizzare come struttura alberghiera privata, creando anche un residence per studenti. E infine vi potrebbero trovare spazio i laboratori dell’Accademia delle Belle Arti, anche con esposizione all’aperto».Un’interessante analisi dell’Arsenale e dei 17 edifici di cui è composto, è stata proposta anche da Sara Rocco, che ha presentato la sua recentissima tesi di laurea al Politecnico di Milano sul recupero della struttura veronese. Anche in questo caso la destinazione d’uso è stata individuata nel museo di Scienze naturali, con spazi di accoglienza, di esposizione e biblioteca. La corte centrale verrebbe poi dedicata alla vita sociale con sedi per le associazioni, bar e ristoranti, mentre la corte est sarebbe adibita alla vita quotidiana con un mercato coperto, un asilo nido e altri spazi espositivi.

Manuela Trevisani

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 11/11/2017

Note: Manuela Trevisani