MONUMENTI. Ieri ultima seduta della commissione temporanea. Altra riunione il 10 gennaio

In due fascicoli la storia dei tanti progetti e le future linee di indirizzo
Subito la spianata con passeggiata, orto botanico, parco e teatro

Il complesso dell’ex arsenale asburgico, in cerca ancora di una destinazione per essere utilizzato dalla città
Arsenale, ultimo atto. Anzi no. Almeno per quanto riguarda la fase di concertazione, i giochi non sono ancora fatti. Ieri in coda all’ultima delle sedute della commissione temporanea presieduta da Paola Bressan, di Battiti, s’è deciso per un’ulteriore riunione il 10 gennaio. Sarà l’undicesima e finalmente si voterà la mole di documenti prodotta dai super consulenti di Palazzo Barbieri, gli architetti e docenti del Politecnico di Milano Federico Bricolo, già assessore a Sommacampagna, e Federico Bucci, prorettore del polo territoriale di Mantova.
I fascicoli sono due, uno più corposo dell’altro. E ci vuole tempo per studiarli. Licenziati quelli, la palla passerà alla commissione Urbanistica (ma si sta pensando a una seduta congiunta) e alla Giunta comunale. Che comunque non può esprimersi prima dell’approvazione del bilancio di previsione, slittata a gennaio. Dell’uno s’è già fatto un gran parlare. In estrema sintesi, condensa i progetti pregressi per la riqualificazione dell’ex complesso militare austriaco – uno su tutti, il Chipperfield – e analizza le 61 proposte arrivate dai comitati dei cittadini, da associazioni, enti e istituzioni della città. L’altro è stato presentato ieri per la prima volta e contiene le linee di indirizzo, in pratica le raccomandazioni su come procedere per dar vita al grande parco urbano, che sarà il cuore pulsante dell’Arsenale rigenerato, e per recuperare le strutture secondo il modello della reversibilità, con interventi che possano essere smantellati una volta esaurita la funzione.
Per entrambi il Politecnico ha stilato una sorta di decalogo. Rimane in piedi l’idea di aprire il parco da subito, anche se costruirlo con il cantiere degli edifici in corso sarà un problema da affrontare. Comunque vada, si parte dalla Campagnola e dalla demolizione delle quattro palazzine che non fanno parte della configurazione originaria per ridurre la superficie coperta e realizzare la esplanade, cioè la passeggiata verde fra la palazzina di comando e le corti. Ognuna delle quali dovrà contenere un nucleo tematico, per esempio un orto botanico se mai venisse trasferito all’Arsenale il Museo di storia naturale. Ipotesi comunque scartata, servirebbero sei milioni di euro che non ci sono.Altri punti focali sono la quinta verde che separerà il parco dalla città e la bonifica dell’area. Diventa centrale, nell’ottica di aprire il parco ai cittadini immediatamente. Invece per il restauro della struttura si parte dalle coperture e dal riportare gli edifici al loro aspetto originale, demolendo gli interventi fatti in un secondo momento. A questo punto sarà da valutare la compatibilità fra l’edificio e la sua funzione; insomma, se si deciderà per il teatro sarà meglio farlo nella palazzina di comando a est, che è già manomessa. In questo senso bisognerà ricollocare le funzioni esistenti, come i magazzini. E il suggerimento, peraltro arrivato durante la scorsa seduta dalla consigliera del Pd Elisa La Paglia, è anche prevedere altre sedi di proprietà del Comune per quei progetti che non troveranno spazio nel compendio. Le fila si tireranno dopo le feste. Intanto per il gran finale, oltre all’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala sono intervenute anche le colleghe alla Cultura Francesca Briani e al Patrimonio Edi Maria Neri.C’era anche il presidente dell’Ordine degli architetti Giancarlo Franchini, che ha proposto l’affiancamento del Consiglio nazionale per organizzare un concorso di progettazione. Segala lo aveva scartato, per via dei tempi stretti, ma «se sarà snello e ci permetterà di andare veloci, ci incontreremo e lo valuteremo», ha detto.

Tratto da: arena-cronaca - pag.13

Data: 28/12/2017

Note: Laura Perina