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GRANDI OPERE. Verona copia Monza per puntare al recupero della grande area lasciata dai militari e sulla quale da anni si accavallano le proposte. Senza una decisione
L’idea di Italiana Costruzioni spa che prevede arte, mostre, cucina convegni. E un museo virtuale dell’amore legato a Giulietta

Arte, spazi per ragazzi, formazione, svago, convegni e mostre, cucina italiana. Con un sogno: un museo virtuale dell’amore, legato al mito di Giulietta e Romeo. Un posto per veronesi, visitatori e turisti. Verona «copia» Monza per restaurare l’Arsenale. Come? Un piccolo excursus………………………Villa Reale, costruita a fine Settecento dall’arciduca Ferdinando d’Asburgo,fu lasciata nel degrado e abbandono per un secolo. Ora, dopo un restauro minuzioso di due anni e con una riconversione, la Villa Reale è diventata luogo di cultura e svago. Piazza, parco, caffetteria, vendita libri e sala lettura, negozi e laboratori, ristorante, mostre e convegni, parco. Trecentomila visitatori a pagamento, l’anno scorso.Ebbene: per riqualificare il suo Arsenale, Verona prende spunto dall’intervento alla Villa Reale. Restaurata con un project financing da Italiana Costruzioni Spa, colosso romano dell’edilizia, che oltre ad aver rilanciato la storica dimora la gestisce direttamente, anche negli eventi, in collaborazione con gli enti pubblici. Un esempio unico. Per i lavori il Comune di Monza ha messo 21 milioni, sei l’impresa, che ne spende circa uno all’anno per la gestione, in concessione.Proprio alla Villa Reale Italiana Costruzioni, presieduta da Attilio Navarra (la famiglia che da oltre 130 anni la guida), insieme agli studi di progettazione Contec – già all’opera con il precedente progetto, insieme alla Rizzani de Eccher, poi tramontato – e 5+1AA, ha presentato una proposta di project per riconvertire l’Arsenale Franz Josef I di Verona, risalente al 1861. Ciò è avvenuto davanti a una delegazione del Comune di Verona, guidata dal sindaco Flavio Tosi (altro articolo) con consiglieri e dirigenti.La proposta di Italiana Costruzioni (che operò anche al restauro del palazzo della Ragione, a Verona) si articola in quattro luoghi, corrispondenti alle parti del complesso asburgico di Verona. Come illustrano i progettisti anche con un video, la palazzina di comando, quella che dà verso il ponte di Castelvecchio, avrà al piano terra un auditorium da 450 posti, due sale grandi e tre piccole per congressi, un’area bookshop, una caffetteria con ristorante. Al primo piano spazio per mostre temporanee.La corte centrale sarà invece il cuore del Parco dell’arte contemporanea. Avrà una struttura coperta in vetro e in acciaio, sotto la quale si svolgeranno mostre, concerti, incontri, e con un camminamento rialzato lungo tutto il perimetro, che diventerà una «promenade», cioè una passeggiata con vista dall’alto sulla città. Questo sarà l’elemento qualificante della corte centrale, i cui edifici ospiteranno negozi della città del gusto e altri spazi culturali e pubblici (solo un terzo della superficie utile lorda del complesso può essere destinata a funzioni complementari, cioè commerciali).La corte ovest (a sinistra, entrando) sarà dedicata soprattutto ad attività culturali di tipo formativo – temporary works – con altri uffici. La corte est, invece, sarà la città dei ragazzi, con mostre, teatro, attività ricreative e socioculturali, un bar e negozi tematici. Al centro sorgerà un padiglione di legno e vetro collegato alle attività interne. Fuori, il parco. Poi il sogno di Navarra, «del museo virtuale dell’amore». Investimento totale di 44,1 milioni, di cui 12 messi dal Comune. Durata della concessione: 50 anni, dando un canone al Comune in basi agli incassi. Ora palla al Comune, che resterà proprietario dell’edificio. Dopo decenni di progetti mai realizzati. Intanto i muri cadono.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 22/03/2016

Note: Sezione "Cronaca"Da pag. 13 Enrico Giardini