Il mercato coperto di San Lorenzo a Firenze, esempio per l'Arsenale

IL PIANO DI RECUPERO. Domani missione di assessore Segala e consiglieri nella città toscana

Cibi, vini e cucina ma solo artigianali: un modello per la corte est La Paglia: «Serve un parco per l’arte». Bressan: «Tutto da definire».
Arsenale del futuro: Verona guarda a Firenze. In particolare per la futura destinazione della corte est, quella destinata a mercato. Così la commissione consiliare temporanea per la riqualificazione dell’ex complesso militare asburgico, presieduta da Paola Bressan (Battiti Verona Domani), con l’assessore all’urbanistica e all’ambiente Ilaria Segala e altri consiglieri comunali, sarà domani a Firenze. L’obiettivo della missione è visitare il nuovo Mercato centrale, nello storico quartiere di San Lorenzo.Ristrutturato cinque anni fa, il mercato ospita al primo piano, su tremila metri quadrati, in una sorta di piazza coperta, locali per il «food»: frutta e verdura, botteghe di prodotti gastronomici tipici, enoteca, ristoranti e scuola di cucina, con cinquecento posti a sedere. Una sorta di Eataly, ma riservata solo ad attività artigianali. «È un esempio che l’Amministrazione comunale intende studiare, attingendo idee per la corte est dell’Arsenale», dice la Bressan. Gli edifici della corte est sono già destinati a varie manifestazioni tra cui il Beereat Festival, birra e street food, o il Vintage Market.Cinque anni fa l’edificio di Firenze, in cemento, vetro e ghisa – costruito nel 1874 su progetto dell’architetto Giuseppe Mengoni, che realizzò anche la Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano – fu ristrutturato, su bando del Comune. Ciò grazie a una partnership tra gli imprenditori Umberto Montano, titolare del Ristorante Alle Murate, a Firenze, Claudio Cardini di ECVacanze, brand attivo nel settore dei campeggi e dei villaggi turistici.Intanto si anima ancora il dibattito sulle future destinazioni dell’Arsenale, come discusso in una ventina di incontri della commissione temporanea e mentre procedono i lavori per le manutenzioni dei tetti degli edifici. Al momento, in base a quanto emerso, nella palazzina di comando, la facciata che dà sulla piazza, rimarrebbero alcune collezioni del museo di Storia naturale, che verrebbero esposte, e poi andrebbero opere del museo di Castelvecchio.Nella corte centrale attività culturali e servizi, anche con spazi per la Seconda circoscrizione, ciò nella parte parallela alla palazzina di comando. Sul lato est si ipotizzano attività teatrali, su quella ovest laboratori, mentre nella parte rivolta a Borgo Trento una foresteria per studenti che partecipano a queste attività formative, e un ristorante. Nella corte ovest per ora si pensa di insediare l’Accademia d’arte, attualmente a palazzo Montanari, poco distante da piazza Cittadella, sede che potrebbe essere vendita e ristrutturata e c’è la possibilità che ampli i propri spazi l’Università, che ha adiacente la facoltà di Giurisprudenza.«Se alla corte ovest andrà l’Accademia d’arte, però, tramonta la possibilità di crearvi all’interno una sede per un progetto di avviamento alla musica, in particolare dei bambini e dei giovani, attività che sarebbe molto importante a Verona che ha il festival lirico in Arena e ha bisogno anche degli appassionati di domani», dice Elisa La Paglia, consigliera comunale del Pd. «Sarebbe un’idea guida, trainante, quella della musica, anche per attrarre turisti all’Arsenale, e per questo si potrebbe interloquire con tanti soggetti a livello europeo. E non solo per ottenere finanziamenti. Mi auguro, allora, che almeno il parco centrale possa essere utilizzato per ospitare l’arte contemporanea, in collegamento con l’Accademia».La Bressan, sulle funzioni, però avverte: «Entro fine agosto contiamo di decidere che cosa andrà nei singoli edifici, ma nulla in questo momento è già stato deciso». Domani, comunque, in missione a Firenze.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 8

Data: 9/07/2018

Note: Enrico Giardini