CONTENITORI. È tornata a riunirsi la commissione consiliare per il futuro del complesso.
Segala: «Si sono fatti avanti molti privati». E Caleffi rilancia il project

Il 6 novembre parte il cantiere di 400mila euro per la messa in sicurezza delle coperture, per il resto poco o nulla si sa del destino dell’Arsenale.
Tutto è in mano alla commissione straordinaria presieduta da Paola Bressan (di Battiti) di cui fanno parte cittadini, professionisti e 12 consiglieri comunali con l’obiettivo di concertare entro fine anno due o tre progetti di riqualificazione dell’ex compendio militare austriaco.Durante la prima delle 11 riunioni previste si era parlato, o meglio riparlato, del Museo di Storia naturale come possibile scenario di destinazione. Nel frattempo si riaffaccia anche l’ipotesi del project financing con un intervento di 25 milioni da parte del Comune e la riconversione degli spazi con un bonus di affitto. «In queste settimane molti soggetti privati si stanno facendo avanti» spiega l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala, «ma si tratta di una delle soluzioni da considerare insieme a un intervento pubblico al cento per cento, a un intervento in parte privato e a un leasing».Intanto ieri pomeriggio alla seconda seduta ha partecipato l’ex assessore all’urbanistica Gian Arnaldo Caleffi – alla guida del Comitato Arsenale Subito – che ha portato alla ribalta il project financing di Italiana Costruzioni targato Giunta Tosi, archiviato dopo le elezioni di giugno con la revoca da parte del consiglio comunale della dichiarazione di pubblico interesse. Oltre a Segala, erano presenti l’assessore alla Cultura Francesca Briani, il presidente del consiglio comunale Ciro Maschio, Federico Bucci vicerettore della sede mantovana del Politecnico di Milano (consulente del Comune) e l’architetto veronese Federico Bricolo, già assessore a Sommacampagna. Hanno partecipato anche Elisa Dalle Pezze e Patrizia De Nardi, presidente e vicepresidente della seconda Circoscrizione, anticipando che nella seduta del parlamentino del 6 novembre verrà istituita una ulteriore commissione temporanea ad hoc per ascoltare i residenti a ridosso dell’immobile e valutare contenuti e impatti dei progetti. A fine novembre l’esito del lavoro verrà condiviso col tavolo di concertazione comunale. La soluzione messa in campo dall’amministrazione Tosi per l’Arsenale è stata quella più vicina alla realizzazione dopo vent’anni di proposte. Ma non convinceva quella del privato di variante urbanistica, 30mila metri quadrati di immobili da recuperare con meno del 20 per cento destinato a negozi, poco trasparente rispetto alla destinazione d’uso la cui scelta spetta dell’amministrazione pubblica.A tenere banco è ancora la stessa «vexata quaestio», sollevata sia dai consiglieri di maggioranza che di minoranza. «In linea di massima quelle destinazioni sono ancora praticabili» spiega Caleffi «con un’unica variazione: il project prevedeva poco meno di 4mila metri quadrati a destinazione direzionale, che non ha più richiesta. Potrebbero essere riconvertiti in spazio per il Museo di Storia naturale. Sommati ai 4mila metri quadrati previsti, darebbero gli 8mila che Agec stimò dieci anni fa e così si avrebbe il museo unitario che questa amministrazione vuole». Si è parlato anche della bonifica degli spazi verdi dai metalli pesanti, ma Segala ha ribadito che «verrà programmata quando si saprà cosa fare dell’Arsenale».L.PER.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 28/10/2017

Note: L.Per.