L'ingresso del complesso militare austroungarico dell'Arsenale che attende una riqualificazione

I NODI DELLA CITTÀ. Il Tribunale amministrativo ha dato ragione a Palazzo Barbieri che aveva annullato la delibera di pubblica utilità con voto del Consiglio comunale

Respinto il ricorso di Italiana Costruzioni contro la revoca del project financing. Sboarina: «Soddisfatti, avanti col recupero»
Enrico Giardini

Gli viene data ragione su tutti i fronti e non deve pagare né danni né risarcimenti.

Il Comune vince per Ko al Tar del Veneto il match sull’Arsenale contro Italia Costruzioni, che era ricorsa contro la decisione dell’Amministrazione Sboarina di revocare la pubblica utilità del project financing presentato il 20 luglio 2017 dalla società per recuperare l’ex complesso militare asburgico realizzandovi negozi, un parco, spazi per cultura, arte e svago, e gestendolo per cinquant’anni. Valore del project di 45 milioni, di cui 30 messi dal privato e 15 dal Comune.
Ma il Comune avrebbe dovuto poi pagare affitti per occupare a uso pubblico una parte dei futuri immobili ristrutturati.
LA SENTENZA dei giudici amministrativi – depositata venerdì e commentata ieri, in municipio, dal sindaco Federico Sboarina e dall’assessore all’urbanistica e all’ambiente Ilaria Segala – respinge «per improcedibilità e infondatezza» il ricorso presentato dalla società stessa, presieduta da Attilio Maria Navarra.
Era stato il Consiglio comunale, con voto della maggioranza di centrodestra (Lega, Battiti Verona Domani, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Verona Pulita) ma anche di parte dell’opposizione: Federico Benini ed Elisa La Paglia del Pd; Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune; Tommaso Ferrari di Verona Civica; Alessandro Gennari del 5 Stelle – a revocare lo scorso 28 settembre la delibera consiliare per il recupero in project financing dell’Arsenale, la 68 del 30 novembre 2016. Era stata una bandiera dell’Amministrazione Tosi.
Contestata da Sboarina, che riteneva eccessivi gli spazi commerciali.
IL 30 GIUGNO scorso infatti, cinque giorni dopo essere stato eletto e senza avere ancora la Giunta, Sboarina comunicò che la procedura di gara non avrebbe avuto ulteriore seguito fino alla pronuncia del Tar in merito a un ricorso del Comitato Arsenale e di Legambiente e dai cittadini contro la variante urbanistica, propedeutica al project.
MA PERCHÉ si può definire un Ko, la vittoria del Comune al Tar?
Sboarina, con la Segala – presenti i consiglieri Vito Comencini e Roberto Simeoni della Lega, Andrea Velardi di Forza Italia, Paolo Bressan di Battiti Verona Domani e Gianmarco Padovani di Verona Pulita – sottolinea la nettezza delle argomentazioni a favore dell’operato dell’Amministrazione contenute nella sentenza. Essa evidenzia come non si possa annullare la delibera di revoca – come chiedeva Italiana Costruzioni nel ricorso – vista la sopravvenuta carenza di interesse da parte del Comune per il progetto dell’ex Arsenale, a causa della maggiore urgenza di interventi per la conservazione dell’Arena.
E infatti il Comune utilizza i 14,5 milioni di contributo comunale per l’Arena e anche per manutenzioni di strade.
«ALTRO CHE DILETTANTI o indecisi, noi», ironizza Sboarina, togliendosi più di un sassolino. «È un momento di grande soddisfazione per l’Amministrazione e una conferma della bontà del nostro operato. Sappiamo bene che la sistemazione dell’Arsenale è attesa da tempo dalla città, ed è stato anche uno dei primi punti del nostro impegno elettorale», aggiunge. «Ringrazio tutti i consiglieri comunali che hanno responsabilmente votato la delibera, ma anche gli uffici comunali che in tempo record hanno prodotto tutti gli atti amministrativi e anche il comitato per l’Arsenale per l’impegno negli anni».
Per il momento Italiana Costruzioni – che potrebbe ricorrere ora al Consiglio di Stato – non rilascia commenti alla sentenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: l'Arena Giornale di Verona

Data: 18/02/2018