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ECONOMIA & CULTURA. L’Anfiteatro romano al secondo posto in Italia dopo la Scala. In tutta Italia donati 62 milioni. Altri 4,75 milioni sono destinati al finanziamento dell’Ente lirico. Le erogazioni ottenute da tutto il Veneto ammontano a 16 milioni .

I mecenati italiani sostengono l’anfiteatro Arena e la Fondazione Arena di Verona, al secondo e terzo posto in Italia per donazioni ricevute nel 2015. Il monumento ha raggranellato 9 milioni, la fondazione lirico-sinfonica scaliera 4 milioni e 750mila euro, dietro soltanto alla Fondazione Teatro alla Scala di Milano (oltre 15milioni).Lo strumento che ha fatto decollare la raccolta è l’Art bonus, introdotto dal Governo Renzi, con decreto legge 83 del 2014 (convertito nella legge 106/2014), che dà diritto ad un’agevolazione fiscale – sotto forma di credito d’imposta al 65% – per le erogazioni liberali, solo in denaro, a sostegno di beni culturali pubblici, istituti e luoghi della cultura, fondazioni lirico sinfoniche e teatri di tradizione. La misura è stata resa permanente dalla Legge di Stabilità 2016.Il primo passo per fruire dell’Art bonus spetta alle amministrazioni comunali – o agli enti proprietari di monumenti ed istituzioni culturali – che devono identificare il bene e le finalità della raccolta: interventi di manutenzione, restauro, sostegno alla programmazione delle iniziative. Seguono l’adozione di una delibera che contenga anche le indicazioni sulle iniziative informative per attrarre l’interesse dei mecenati, non solo imprese o banche, ma anche privati cittadini, e la registrazione sul portale www.artbonus.gov.it, gestito dal Mibact (Ministero dei beni artistici, culturali e turismo). Poi la palla passa ai mecenati, finora più di 2mila a livello nazionale che hanno distribuito le loro risorse tra 450 beneficiari: soprattutto Comuni (232), siti Mibact (40), teatri (15) e Fondazioni Lirico sinfoniche (12). Al 31 dicembre le donazioni ammontavano a 62milioni di cui 1,8 da persone fisiche, 20,3 da enti, quasi 35 da imprese. In Veneto, al 2° posto dopo la Lombardia, sono stati raccolti 16 milioni destinati a 34 enti registrati, che nei primi due mesi del 2016 sono saliti a 36. Le imprese hanno donato 12,7 milioni, gli enti 1,5 e le persone fisiche 72.600 euro. Ma ad influenzare i dati regionali sono proprio le risorse raccolte da Palazzo Barbieri per l’anfiteatro e dalla Fondazione Arena. «L’Art bonus governativo ha restituito impulso ai mecenati. Sia il monumento che l’istituzione lirica sono da sempre oggetto di fundraising, che però negli ultimi anni non aveva dato i risultati sperati», spiega Diego Zardini, onorevole Pd che con la collega padovana Giulia Narduolo sta partecipando ad iniziative per diffondere lo strumento. La raccolta da parte del Comune per l’Arena proseguirà fino a raggiungere i 14 milioni (ora sono 9) necessari al piano di restauro che prevede, tra l’altro, la sigillatura delle gradinate dell’intera cavea, il rifacimento degli impianti elettrici, di sicurezza, antincendio e di illuminazione scenografica esterna, di restauro conservativo delle gallerie e di parte degli arcovoli interni. Fondazione Arena chiede invece sostegno per la propria attività, poiché il Fus ricevuto nel 2015 (11,4milioni), insieme ai contributi da Regione (800mila euro), Camera di Commercio (620mila) e dal Comune (300mila) non bastano. A Palazzo Barbieri sono arrivati anche oltre 76mila euro per il Lazzaretto, in concessione al Fai, per il restauro del quale bisogna coprire 390mila euro di spese. Sempre a Verona, l’agenzia del Demanio chiede un contributo di 93mila euro per il restauro della Torre Scaligera 11 (cinta magistrale di sinistra Adige da Porta Vescovo a San Felice), affidata al Comitato per il verde, ed in attesa di trasferimento al Comune. Pochi giorni fa, infine, anche l’amministrazione di Colognola ai Colli ha aperto la raccolta fondi sul sito del Mibact per il restauro di Villa Aquadevita: costo preventivato di 315mila euro. 

 

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca - pag. 9

Data: 28/02/2016

Note: o