Gli striscioni appesi in via Mameli dai cittadini che non vogliono la costruzione di nuovi grattacieli nell'area Ex Bam

PONTE CRENCANO. I residenti e il comitato Asma annunciano azioni plateali per opporsi alla cementificazione dell’ex Bam

Appuntamento di «arrabbiati» sabato 23 marzo nelle vie del rione E spunta l’ipotesi di identificare altre aree dove edificare i palazzoni.

«Basta cemento». Ponte Crencano ribadisce ancora un «no» molto deciso ai grattacieli all’Ex Bam. Il Comitato Asma, l’Associazione Salute Maria Ausiliatrice, annuncia nuove iniziative per «tutelare gli interessi dei cittadini». Il primo appuntamento è fissato per sabato 23 marzo con un nuovo «girotondo» attorno all’area compresa tra le vie Mameli, Failoni e Cavalcaselle. Presenza anche al mercato rionale di Ponte Crencano, che si tiene il mercoledì, e di sabato davanti all’ex Bam.«Dobbiamo essere presenti, perché siamo arrabbiati», ha detto Maurizio Framba dinanzi a 150 persone intervenute all’assemblea pubblica che si è tenuta nei locali parrocchiali. Ha chiesto di esserci anche al Consiglio comunale di giovedì 6 marzo. Ha dato appuntamento alle 19.45 all’ingresso per «essere uniti e decisi nel ribadire il “no” ai grattacieli». Si sta parlando del discusso piano urbanistico che prevede la costruzione di quattro torri da dieci piani ciascuna con 150 nuovi appartamenti e un supermercato in quest’area che i residenti avrebbero voluto «a verde pubblico» e magari con un «parcheggio sotterraneo». La doccia fredda per il Comitato era giunta lo scorso 30 gennaio quando è stato rilasciato il permesso di costruire per le opere di urbanizzazione. Si richiama anche l’annunciato impegno da parte dell’amministrazione di avere un «parere pro veritate» da uno studio legale e la successiva richiesta di un parere scritto dall’avvocatura del Comune. «Di tutto ciò non vi è traccia», dice Framba. Da qui, la decisione di riprendere le attività. A ridare speranza di bloccare i palazzoni è il consigliere comunale di opposizione, Michele Bertucco (Verona e Sinistra in Comune). Proponendo il credito edilizio e, quindi, identificando altre aree dove realizzare l’opera.«Una strada possibile», ha commentato l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala di Battiti, presente per tutta la serata ed intervenuta più volte con risposte ai cittadini. L’assessore non ha nascosto il suo dissenso al Piano Casa che «è il contrario dell’urbanistica» poiché «si applica anche dove non dovrebbe, come sulle Torricelle». L’intervento attuale, infatti, è anche possibile grazie a tale piano. «Non è un progetto che ci piace», ha detto. «Ma, siamo arrivati troppo tardi. Se ritenete di avere elementi per fermarlo, ditelo. Noi, non ne abbiamo trovati». Per la seconda circoscrizione c’è un «qualcosa che non va nelle carte». La presidente Elisa Dalle Pezze (Pd) ricorda un secondo parere negativo espresso dal Consiglio di Palazzo Righetti e mai giunto negli uffici comunali. Il deputato Diego Zardini (Pd) osserva che «non rimangono molte strade da perseguire». «Ad oggi, il Comune non è stato in grado assieme alla circoscrizione di fermare questo intervento edilizio», commenta. «É stato dato il permesso per le opere viabilistiche che lo precedono. Pertanto, occorre mettere in discussione questo o ci si ritrova più volte senza alcun risultato». Propone di sfruttare quell’errore degli uffici comunali che non hanno tenuto in considerazione quanto espresso dalla circoscrizione. «È poco, ma rimane l’unico appiglio». Il punto è sullo studio del traffico riportato da Dalle Pezze che considera «il dato del 2016 nella fascia oraria dalle 8 alle 9 rispetto al 2010 con 25 auto in meno». Zardini ricorda che «oggi c’è il nuovo Polo Chirurgico e questo non è possibile». Si è puntato il dito anche sulla monetizzazione che «deve rimanere sul quartiere», afferma Dalle Pezze. «Il Comune da quest’opera ha incassato 230mila euro che sono andate nel Bilancio comunale a favore della città. Ma, con l’intervento questi fondi dovrebbero rimanere nel quartiere che lo subisce». Tra i cittadini c’è chi chiede «a quanto potrebbe ammontare un’eventuale penale» e se ci sono persone «disponibili a pagare, magari una quota a famiglia». Dubbi pure sul blocco degli Euro 4, perché «nuovi appartamenti apportano più smog». Giunge anche l’invito a partecipare ai Consigli di circoscrizione. Le sedute non sono molto seguite dai cittadini. «Dovrebbero esserlo per conoscere da subito le problematiche dei quartieri».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 6/03/2019

Note: Marco Cerpelloni