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L´ITINERARIO. Alla fine del ´700 la gente della frazione mise a disposizione le sue risorse per finanziare la costruzione della chiesa e dell´annessa torre campanaria.
I lavori furono più volte interrotti a causa di carestie. La struttura neoclassica in grandi pietre di tufo venne inaugurata nel 1861.

 

In quest´occasione ci spostiamo in una frazione cittadina, ad Avesa, a visitare il monumentale campanile della chiesa di San Martino di Tours, con Martino Rielli e Bruno Manara, della Scuola campanaria veronese, di Mario Patuzzo autore di libri sulla storia di Verona, e dell´architetto Lino Vittorio Bozzetto, esperto di architettura militare.
LA CHIESA attuale, in stile neoclassico, è opera dell´architetto Luigi Trezza che mise mano ai rifacimenti necessari perché la chiesa potesse contenere tutti i fedeli. Gli avesani censiti nel 1789 avevano raggiunto il numero di 1279 abitanti. Iniziata il 17 dicembre 1792, è stata terminata il 3 dicembre 1808. Impresa epica perché finanziata solo con la generosità degli abitanti di Avesa nonostante che, con l´arrivo di Napoleone (1797) le offerte fossero fortemente diminuite.
ENTRIAMO dalla base del campanile che è anche camera di suono. L´architetto Bozzetto ci ! fa notare sopra l´entrata si trova una piattabanda a cunei in stile sanmicheliano. Iniziata nel 1825, su progetto di Giuseppe Barbieri, la costruzione fu più volte interrotta per mancanza di fondi a causa di carestie e altri problemi. L´opera riprende nel 1846 sotto la direzione dell´ingegner Ippolito Scopoli, con il contributo del Comune di Avesa e la fornitura gratuita delle pietre di tufo da parte della ditta Zampieri. L´opera viene inaugurata la prima domenica di settembre del 1861.
UNA SCALA in tufo, che si avvita sul muro, ci fa salire per 113 scalini fino a un pianerottolo. Strada facendo si ammira la possente struttura del campanile, alto complessivamente 57 metri. Lo spessore del muro è di un metro e mezzo mentre il lato esterno è di otto metri per otto. Altri 26 scalini, in parte di legno e in parte di pietra, ci portano ad un altro pianerottolo da dove si percorre l´ultima breve scalinata di legno di una quarantina di gradini! , e una breve scala a pioli in ferro che porta dentro la cella! campanaria, a 33 metri d´altezza.
IN PRINCIPIO vi erano tre campane rinascimentali di modeste dimensioni. Il campanile attuale ricorda nelle forme, quelli di Cerna e quello, abbattuto, delle Maddalene in Campo Marzio, realizzato dal Brugnoli su disegno del Sanmicheli. Probabilmente anche quello della Cattedrale avrebbe dovuto avere un simile aspetto. Nel 1862 la Fonderia Cavadini fornì l´attuale complesso di nove campane in Reb3, la cui maggiore pesa 1485 chili. Si tratta di un complesso pregevole per le caratteristiche sonore. Nacque una squadra di suonatori che era una sezione staccata del famoso gruppo di San Giorgio. Questa formazione, ancora oggi attiva, è stata una delle più premiate ed instancabili sostenitrici dell´arte a metodo veronese.
NEL 1949 il telaio cedette improvvisamente durante un concerto. Con l´occasione si pensò di aggiungere alle sei, tre campane minori. Il fonditore Cavadini si rifiutò, ricordando che, 90 anni ! prima, per le sei campane maggiori, la comunità di Avesa era stata poco solerte nei pagamenti. Così la parrocchia si rivolse alla fonderia Colbachini di Padova che rifece telaio e contrappesi delle tre campane piccole.
IL PANORAMA che si ammira dai finestroni a serliana spazia sulle colline verso le quali s´inoltra Avesa. A nord si ammirano il monte Ongarine, la Val Borago e la Val Galina. Dalla aprte opposta lo sguardo spazia verso la città e si nota in lontananza il campanile della basilica di San Zeno.17-continua

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 30/12/2012

Note: CRONACA – Pagina 19