Spazzaneve in azione a Bosco Chiesanuova: scenario da pieno inverno il 5 maggio

IN MONTAGNA. Gran lavoro della Protezione civile e dei Comuni per ripristinare la viabilità e la sicurezza
È caduta fino agli 800 metri di Corbiolo, sotto Bosco Chiesanuova, rarità per maggio Disagi per la caduta di alberi che ha reso inagibili alcune strade poi liberate in giornata.

La neve di maggio costringe a fare ora, a primavera inoltrata, il lavoro di sgombero che non c’è stato quest’inverno. Sono infatti coperti da una coltre bianca e spessa il massiccio del Baldo e l’altopiano della Lessinia, oltre al gruppo del Carega dove la neve di maggio non è insolita, ma è una rarità invece che sia scesa in questa stagione fino agli 800 metri sul livello del mare di Corbiolo frazione di Bosco Chiesanuova. I carabinieri della locale stazione erano sulla strada a Cerro (quota 700) già nelle prime ore della mattina per scoraggiare gli automobilisti intenzionati a salire verso San Giorgio. I video e le foto pubblicate sui social di una Lessinia in veste invernale stuzzicavano la curiosità, ma rendevano estremamente complicato il lavoro di chi a fatica fin dalla notte era impegnato nello sgombero della strada. I problemi, come spesso accade in Lessinia e sul Baldo, li porta non tanto l’altezza della neve al suolo, quantunque a San Giorgio si siano misurati una trentina di centimetri, quanto piuttosto la bufera che riduceva la visibilità a pochi metri e rischiava di far uscire di strada, anche perché da qualche giorno erano state tolte le paline che delimitavano il ciglio della carreggiata per facilitare il lavoro dello spazzaneve. Il forte vento, che ha soffiato per tutta la notte e la giornata, spazzando la strada in certi punti e accumulando la coltre in altri, ha creato barriere superiori anche al metro, e sui 30 centimetri a Ferrara di Monte Baldo, che hanno richiesto tempo per essere tolte. La Protezione civile sia della Provincia sia dei vari gruppi di Baldo e Lessinia era al lavoro già dalla notte, in particolare sul Baldo, per alberi e rami abbattuti, detriti trascinati sull’asfalto dalla pioggia torrenziale della notte, e nel coadiuvare per lo sgombero neve. Il servizio manutenzione strade della Provincia aveva disposto fin dal mattino di ieri la chiusura della strada Graziani da Spiazzi a Novezza, per la tormenta di neve e a causa di alberi caduti sulla linea elettrica. Difficili le operazioni di sgombero, per cui si è preferito chiudere l’arteria, permettendo nel pomeriggio il passaggio ai soli residenti, in attesa di condizioni meteo migliori per operare in sicurezza. La riapertura completa con sgombero di neve e piante cadute è avvenuta nel tardo pomeriggio. Tre linee aeree dell’elettricità erano a terra per il vento ma collegavano case isolate o località non abitate. A Ferrara di Monte Baldo tanta paura per un residente la cui auto mentre guidava è rimasta colpita dai rami caduti di un albero. È stato aiutato ad uscire dal mezzo ma non ha riportato ferite. «Purtroppo la neve caduta sugli alberi già carichi di foglie li ha appesantiti e piegati sulle linee elettriche, in qualche caso facendoli cadere», dice il sindaco di Ferrara Paolo Rossi, «con danni a cancellate e recinzioni, ma per fortunata non alle persone». Un pullman di ragazzi ospiti di un rifugio, che dovevano scendere in mattinata, è stato trattenuto fino al pomeriggio e accompagnato a valle dal fuoristrada della Protezione civile, quando le strade sono state messe in sicurezza e riaperte. Il vescovo Giuseppe Zenti ha raggiunto comunque Ferrara, dove era atteso per le cresime, mentre è stato sospeso il collegamento dei pulmini tra il piazzale e il santuario della Madonna della Corona. «Posso dire che il 5 maggio, a primavera inoltrata, abbiamo avuto la peggior giornata di tutto l’inverno 2018-19», commenta ironicamente il sindaco Rossi, che quest’oggi farà un sopralluogo con i tecnici per valutare i danni del vento al patrimonio boschivo della zona. La Provincia, appena passato mezzogiorno, aveva disposto la chiusura, a causa della bufera di neve, anche della strada provinciale 6 per Malga San Giorgio in salita da Bosco Chiesanuova, con stop dal bivio per Bocca di Selva e Podestaria, mentre si poteva arrivare a San Giorgio da Camposilvano e Conca dei Parpari. Sulla Sp 37b che unisce Marcellise con Mezzane di Sotto, passando da Castagnè e Postuman, era segnalata la presenza di ghiaia sull’asfalto trascinata dall’acqua piovana e che rendeva pericoloso il transito. Una ditta è stata attivata per la pulizia della carreggiata.La stazione meteo Arpav sul Monte Baldo ha registrato 95 centimetri di neve a mezzogiorno, mentre alla stessa ora sul Monte Tomba risultavano solo una dozzina di centimetri. Ma il vento faceva evidentemente la differenza, con raffiche fino a 20.3 metri al secondo in Lessinia a mezzogiorno sul Tomba (73 km/h), ridotte della metà invece sul Baldo, ma alle 7 del mattino, per poi calmarsi nel corso della mattinata. Il Comune di Bosco Chiesanuova, dove il risveglio è stato con una decina di centimetri di neve al suolo, poi dissoltasi nella tarda mattinata anche se la precipitazione è proseguita nel pomeriggio, ha attivato alle 10 il Centro operativo comunale di Protezione civile, inviando una decina di volontari nei punti dove erano stati segnalati rami e alberi sulla strada: «Non piante di alto fusto», precisa il consigliere Daniele Garonzi, «ma che dovevano comunque essere sgomberate».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 6/05/2019

Note: VITTORIO ZAMBALDO