MODE. Alla Casa di Giulietta c’è una parete apposita a cui agganciare il «nodo d’amore»: quando è piena, viene sostituita
L’appello del consigliere Marconcini: «Ce ne sono dappertutto, anche in luoghi difficili da raggiungere come la ringhiera delle Arche, o pericolosi come la Diga del Chievo»

Un nodo metallico che simboleggia l’unione solida e celebra l’amore. È questo che per molti giovani rappresentano i lucchetti, rigorosamente fissati in luoghi simbolo della città, meglio se resi unici da nomi, scritte e cuori. La moda, che ha ormai un decennio, è stata involontariamente lanciata dallo scrittore Federico Moccia nel suo «Ho voglia di te». Il romanzo è divenuto film cult per adolescenti di qualche anno fa – protagonisti Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti – e da allora lucchetti colorati sono approdati e stati fissati un po’ ovunque in molte capitali d’Italia, approdando addirittura anche a Brookling, sul mitico ponte. A Roma, Ponte Milvio protagonista di una scena centrale del film, è stato per anni letteralmente assalito da migliaia di lucchetti.E anche Verona, città dell’amore di shakespeariana memoria, non poteva essere esente dal fenomeno. Anzi, mentre sembra che in altri luoghi la tendenza stia gradualmente scemando, in centro i lucchetti che già sono assicurati un po’ ovunque attorno al cortile di Giulietta e soprattutto alla cancellata d’ingresso del Foyer del Nuovo, stanno conquistando altri siti. Oltre al Ponte Nuovo e alla catenella in ferro che impedisce il transito ai mezzi su Ponte Pietra, lato Teatro Romano, se ne vedono in molti altri siti monumentali: da Castelvecchio alle Arche Scaligere. E non mancano gli inediti: ne è stato recentemente avvistato uno sul ferro della ringhiera della diga del Chievo dove c’è un nodo d’amore metallico che sancisce l’unione tra Daniele e Valentina. «Si tratta di un malcostume che deve essere arginato. Posso capire l’entusiasmo dei giovani ma non l’immobilismo dell’amministrazione chiamata invece a garantire e tutelare il nostro patrimonio monumentale», fa presente Giuliana Marconcini, consigliere della prima circoscrizione in quota alla Lista Tosi, puntando il dito soprattutto contro quelli agganciati addirittura all’antica e caratteristica ringhiera con la «scala» simbolo della città che custodisce le Arche Scaligere. Per compiere questo simbolico gesto d’amore, infatti, i moderni Romeo – o gli Scamarcio di turno – devono di fatto arrampicarsi per un breve tratto sopra ad un monumento tra i più noti della città. «Non è tollerabile: bisogna avere il coraggio di rimuovere quanto prima quelli già fissati e impedire che il rito si ripeta», sbotta Marconcini.Nel Cortile di Giulietta, contro l’assalto dei giovani amanti del lucchetto, il negozio che affacciato sulla statua di Giulietta vende merchandising e anche gli stessi lucchetti di varie dimensioni, da qualche tempo è già corso ai ripari mettendo a disposizione una parete ad hoc. Si tratta sostanzialmente di grate che periodicamente, una volta piene e pesantissime, vengono sostituite con nuovi pannelli su cui i giovani possono dare libero sfogo alla voglia di celebrare il proprio amore attraverso questo gesto, senza arrecare danno ai siti monumentali della città antica. «Le grate sono tutte conservate in un magazzino. Ci piacerebbe un domani renderle protagoniste di un progetto artistico che abbiamo in mente da qualche tempo: a loro modo sono davvero affascinanti e preziose», spiegano al punto vendita.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 5/05/2018

Note: Ilaria Noro - fotoservizio Marchiori