Auto parcheggiate in via Todeschini: s'è preferito fare più stalli invece che trovare spazio per la ciclabile

BORGO TRENTO. La riqualificazione varata nel 2010 prevedeva la pista tanto richiesta dai cittadini. E poi scomparsa.
Alternativa alla pericolosa via IV Novembre. Ma s’è preferito fare altri stalli per le auto.

Via Todeschini, la ciclabile mancata: la riqualificazione del 2010 prevedeva una pista, ma è rimasta solo sulla carta. Si è preferito dare continuità agli stalli per le auto e a nulla sono valsi gli appelli dei ciclisti, che continuano a percorrere la strada rischiando di impattare contro le auto in sosta o che attraversano la via. Tra i maggiori pericoli c’è l’improvvisa apertura delle porte: una conseguenza del disegno di soli stalli. Eppure, il progetto di riqualificazione era stato accolto in circoscrizione anche per la presenza della pista ciclabile ricavata dal restringimento delle aree verdi centrali.Non va neppure meglio poco lontano, verso l’ospedale dove in via XXIV Maggio si continua a correre troppo e servirebbe, come chiesto dalla Fiab, il limite dei 30 chilometri orari. Ma prima di salire verso i quartieri Pindemonte e Ponte Crencano, il percorso ciclabile non c’è neppure sulla carta: si devono aggirare i giardini di piazza Vittorio Veneto assieme alle auto. A meno di non decidere di infrangere le regole e attraversare l’area verde sulla sella, o meglio, rispettandole spingendo la bicicletta a mano. Sempre su via XXIV Maggio l’unica possibilità è in direzione dell’ospedale, come per le auto. Mentre a sinistra si trova la corsia preferenziale a scendere per autobus e autorizzati. «Una corsia non percorribile dalle biciclette», commenta Corrado Marastoni degli Amici della Bicicletta. «E sarebbe opportuno lo fosse. Tema questo di attualità anche in altre situazioni simili, si pensi a via Diaz».Tornando a via Todeschini, questa resta finora l’unica scelta meno pericolosa essendo l’alternativa per il centro storico alla trafficata via IV Novembre, dove non solo transitano gli autobus ma le continue soste in mezzo alla carreggiata “giustificate” con le quattro frecce restano impunite e procurano pericolose strettoie.«Via Todeschini è uno dei punti più dolenti delle ciclabilità cittadina», afferma Marastoni. «Fino a dieci anni fa, sui suoi lati esterni correvano due corsie ciclabili monodirezionali, poi inopinatamente cancellate dall’allora amministrazione comunale per far posto ad altre due file di stalli auto in aggiunta alle due già esistenti all’interno, lungo l’aiuola alberata centrale». «Quel provvedimento», continua, «ha intasato la via di auto in sosta su entrambi i lati lasciando solo due stretti corridoi per il traffico in cui chi passa quasi sfiora i mezzi parcheggiati».Verso piazza Bra il tracciato non migliora. L’interno dell’ex Arsenale si presta alle pedalate anche se c’è chi non aggira il palazzo di Comando e preferisce attraversarne l’androne dove incontra tre scalini per scendere sulla strada antistante. C’è chi chiede una “canalina” ma forse questo passaggio resterà ancora a lungo esclusivamente pedonale. Proseguendo, non vi è alcuna pista. La Fiab propone di disegnarla sull’ampio marciapiede a fianco del parco giochi.Infine, per raggiungere via Roma dopo il transito sul Ponte Scaligero manca un attraversamento ciclo-pedonale all’uscita da Castelvecchio. Si deve raggiungere il vicino attraversamento pedonale regolato da semaforo.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 27/05/2018

Note: M. CERP