Una vettura a tre ruote realizzata da Enrico Bernardi nel 1902 in piazza a Zevio

ANNIVERSARI. Nel 2019 si celebreranno i cento anni della morte del grande inventore veronese. E 250 anni fa venne a Verona a suonare Mozart
Mise a punto la prima vettura a benzina nel mondo e il primo ciclomotore. Nel 969 il primo nucleo di abitazioni a San Zeno
EMMA CERPELLONI

Non solo la nostra città, ma tutta l’Italia dovrebbe, in questo 2019, dare molta visibilità al centenario della morte di Enrico Bernardi, l’ingegnere veronese che ha inventato la prima vettura a benzina nel mondo.Più che una messa da requiem, potrebbe essere lo scoppiettare di un rudimentale motore la colonna sonora per ricordare il secolo dalla morte di Bernardi, avvenuta a Torino il 21 febbraio 1919, dove si era trasferito per collaborare con la Fiat.Trentacinque anni prima, nella rimessa di una villa che si affaccia su via Tosi (come ricorda una lapide) a Quinzano, sobborgo di Verona, nei primi mesi del 1884 applicò ad un triciclo del figlio Lauro un esemplare di motore a benzina a quattro tempi. Fu quella la prima autovettura al mondo con tre ruote e per qualche tempo girò per le strade di quello che oggi è un quartiere cittadino.Bernardi, nato nel 1841 a Verona, era professore di costruzioni meccaniche all’Università di Padova e a Quinzano veniva a passare le vacanze estive, dove faceva i suoi esperimenti che l’avevano portato prima a perfezionare il motore a scoppio e poi a inventare l’automobile. Però l’ingegnere non ne depositò il brevetto e quindi si vide «soffiare» l’invenzione dai tedeschi Daimler e Benz.Dopo dieci anni, nel 1894, Bernardi perfezionò quella rudimentale “macchina”, costruendo e brevettando poi la prima vettura a benzina italiana, capace di viaggiare a 28-35 chilometri all’ora.Bernardi può essere ricordato anche come l’inventore del primo ciclomotore italiano: nel 1893 applicò a una normale bicicletta un piccolo motore, da mezzo cavallo, montato posteriormente su di un carrello.A proposito, però, di messa da requiem, il 27 dicembre del 1769, esattamente 250 anni fa, arrivano a Verona da Rovereto, Leopold e Wolfgang Amadeus Mozart: un padre con un figlio-prodigio di soli 13 anni.Avevano iniziato un giro di esibizioni in Italia. Per ascoltare il ragazzino, però, i veronesi dovettero aspettare i primi giorni del nuovo anno.Wolfgang, che sta già strabiliando l’Europa, ha la possibilità di esibirsi all’ Accademia Filarmonica venerdì 5 gennaio 1770: tiene un concerto nel ridotto del teatro, oggi la Sala maffeiana.Per la sua prestazione, ricevette 18 zecchini d’oro. Due giorni dopo, il 7 gennaio, sempre accompagnato dal padre, si recò alla chiesa di San Tomaso Cantuariense, per suonare l’organo. All’arrivo, la folla, accorsa numerosa per vedere il piccolo organista prodigio, gli impedì quasi di uscire dalla carrozza e, alla fine dell’esibizione, fuori dalla chiesa, c’era ancora più gente. Il giovane Wolfang, in questa occasione, si è mostrato un “graffitaro”: alla fine del concerto, ha inciso, per ricordo, sulla doratura della tastiera, tre lettere W.S.M., le sue iniziali.Con questi due anniversari, iniziamo la carrellata delle ricorrenze di questo 2019 a Verona. Ma per Mozart, la scadenza effettiva è rimandata al prossimo anno.© RIPRODUZIONE RISERVATA Oltre al centenario di Enrico Bernardi e all’arrivo di Wolfgang Amadeus Mozart a Verona, insieme con il padre nel 1769, quali sono le più importanti ricorrenze di quest’anno per Verona?In sintesi, si può iniziare dal 69 d.C. , quando a Verona vi fu una delle battaglie decisive per Vespasiano che divenne il primo imperatore della dinastia flavia a Roma. Proseguendo nei secoli, arriviamo al 969, quando un documento, attesta il primo nucleo di quello che sarà il rione di San Zeno. Poi, in età scaligera, la riforma degli statuti della Domus mercatorum da parte di Cangrande nel 1319 e nello stesso anno il testamento di Castelbarco che volle la bellissima arca a fianco della chiesa di Santa Anastasia come sua tomba.Saltando al 1519, ben tre ricorrenze veronesi: fra Giovanni da Verona inizia a intagliare la spalliera lignea nella sacrestia della chiesa di Santa Maria in Organo, muore Francesco Bonsignori, pittore da riscoprire e arriva a Verona san Gaetano Thiene per una prima sua visita. Sarà uno dei santi più cari della nostra tradizione popolare.In questo stesso anno, muore ad Amboise in Francia, Leonardo da Vinci: è l’occasione per ricordare la collaborazione con un medico veronese, Marco Antonio Della Torre per i disegni anatomici del sommo pittore italiano.Nel 1619, inizia la costruzione di un gioiello dell’architettura e dell’arte veronese: la cappella Varalli nella chiesa di Santo Stefano.Nel 1719, è attestata l’esistenza di un muro delle lapidi presso la sede dei Filarmonici: è l’inizio di quello che sarà il Museo Lapidario Maffeiano. In questo stesso anno, inoltre, Verona visse uno dei più terribili straripamenti dell’Adige che la storia ricordi. Poi, nel 1769, la nascita di una delle grandi figure di sacerdoti veronesi, vicini ai malati e ai giovani, don Pietro Leonardi.Nel 1819, in piazza Bra, viene demolito l’ospedale della Misericordia e le sue pietre vengono riutilizzate per riprendere i lavori del palazzo della Gran Guardia, ancora da concludere dal Seicento.Poi nel 1919, finita la guerra, l’architetto Ettore Fagiuoli progetta il garage Fiat di via Manin, con lo splendido portone d’ingresso, mentre Verona vive una nuova grande stagione pittorica grazie alla presenza in città di Felice Casorati.Il 6 novembre 1969, arriva in città… il Sessantotto, con l’occupazione dell’università cittadina. Nello stesso anno, muore lo scultore Nereo Costantini, l’autore della statua veronese più famosa nel mondo, la Giulietta che si trova nel cortile della casa Capuleti in via Cappello.A tutte queste ricorrenze e a tante altre, nel corso dell’anno dedicheremo vari articoli.

Tratto da: arena giornale di verona

Data: 10/01/2019