GENIO VERONESE. Iniziative dedicate al «padre» del motore a scoppio
La prima «automobile» al figlio Lauro.
Dalle Pezze: «Celebriamo un uomo ma anche questo territorio»
Il pioniere lavorava in un «garage». Enrico Zeno Bernardi, uno dei padri dell’«era della ruota contemporanea», aveva affidato al figlio Lauro il suo primo veicolo alimentato a benzina con motore a scoppio per scorrazzare su è giù per le strade di Quinzano.
«Macchinina» poco potente, un giocattolo, ma era solamente l’inizio.
Il matematico veronese sarebbe approdato a Torino, per collaborare con quella che, allora, era la nascente Fiat.
E sotto la Mole finì i suoi giorni, nel 1919.
Verona rende omaggio, domenica, su iniziativa della seconda Circoscrizione, a «un uomo incredibile che, con le sue competenze, ha cambiato le sorti del mondo», come lo descrive l’assessore al Decentramento, Marco Padovani.
Una celebrazione con diverse iniziative, realizzate su iniziativa di Erika Prandi, componente la commissione cultura e della coordinatrice Caterina Bortolaso. «Era doveroso per la Circoscrizione ricordare questo concittadino», dice la presidente della «Seconda», Elisa Dalle Pezze. «Abbiamo voluto coinvolgere le associazioni e organizzare una giornata in grado di offrire spunti diversi, anche legati a Quinzano e alla sua storia».La giornata prevede visite guidate, una conferenza e una mostra. E l’intera manifestazione poggia sulla collaborazione con il Ctg, per la parte di riscoperta del territorio, e sull’ Associazione Scienza e Tecnica a Verona (A.S.T.aV).
Dopo il saluti istituzionali, alle 14,30 davanti al Municipio di Quinzano, dalle 15 alle 16 cominceranno le passeggiate alla scoperta dei «luoghi di Bernardi» ma anche di una delle frazioni (un tempo Comune) storiche della Verona d’oggi. Alle 16,30, in Palazzo Righetti, la conferenza dedicata al «pioniere» con la partecipazione di Alessandro Zambonini, presidente onorario di A.S.T.aVe. Nella sede della Circoscrizione sarà allestita anche una mostra di fotografie e bozzetti che illustreranno i monumenti che ricordano Bernardi a Verona, opere realizzate dagli scultori Nicola Beber e Gabriella Manfrin. «In tempi di restrizioni al traffico», osserva Beber, «forse il suo genio avrebbe mirato all’auto elettrica. O comunque avrebbe sperimentato e cercato». Buon motivo per ricordarlo.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 16

Data: 21/02/2019

Note: P.M.