All’Adigeo – scrive la Olga – rubano le selle delle bici parcheggiate nelle rastrelliere. Il furto è particolarmente odioso perché ti costringe a pedalare in piedi come i corridori sulle salite. Non tutti ci riescono. Meglio sarebbe allora staccare la sella e portarsela dietro sottobraccio come fa ancora qualcuno con l’autoradio. Al parcheggio di un supermercato alla Flora hanno rubato la bici ma hanno lasciato la sella. Al ladro non serviva perché probabilmente a casa ne aveva una dozzina e, quindi, a suo modo è stato onesto. La bici è smontabile in ogni suo pezzo. Quando la si parcheggia lo si dovrebbe tenere presente. La si potrebbe ritrovare senza una o entrambe le ruote, senza uno o entrambi i pedali, senza il manubrio. Solo il furto degli accessori, come il fanalino o il campanello, non la rende inservibile. Al cavalier Marandèla del bareto hanno rubato il telaio lasciando tutto il resto. Ha ostiato molto ma alla fine ha comprato un nuovo telaio e l’ha rimontata. Oggi i ladri rubano solo quello che gli serve e le rastrelliere sono catene di smontaggio. C’è chi ruba un pezzo da una parte e un pezzo dall’altra e così si assembla la bici che avrebbe sempre voluto avere. Con le auto e i camion è più laborioso ma ci si arriverà. Alle rastrelliere il mio Gino preferisce i pali dei cartelli segnaletici o le cancellate cui assicura la bici con una catena da ancoraggio per vaporetti. Ultimamente gli hanno rubato la catena lasciandogli la bici per cui, come mi ha detto trionfante, il sistema funziona. Resta il fatto che quando mi tocca lasciare la bici da qualche parte ho il batticuore fino a quando non torno a riprenderla. A maggior ragione quando io e il mio Gino parcheggiamo l’auto abbiamo paura di non ritrovarla più anche se è un bandòto rusenìo e prima di lasciarla in uno di quegli enormi sotterranei dei centri commerciali ci guardiamo attorno per vedere che non ci siano facce sospette, considerato che i farabutti oggi si riconoscono più che in passato. Anche la Elide è guardinga ma, ciononostante, le hanno rubato il sedile della Fiesta per cui per guidare fino a casa ha dovuto comprarsi una carega. Alla Rosetta è andata molto meglio perché le hanno svitato il clacson. «Te gh’è avù cul» le ho detto.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 5/09/2019

Note: Silvino Gonzato