MOBILITÀ. La Fiab occupa (a pagamento) uno stallo blu per auto. Per far riemergere una carenza.
Le rastrelliere latitano, lasciarle sul marciapiede è sanzionabile con 85 euro. «Vogliamo rispettare le regole ma serve un piano della sosta»Oltre dieci biciclette in un solo stallo auto. La primavera, per gli Amici della Bicicletta di Verona, inizia all’insegno della caccia agli spazi legali e adeguati in cui lasciare il proprio veicolo.Ieri mattina, un gruppo di volontari si è ritrovato in corso Porta Nuova, di fronte ai giardini Pradaval, per occupare, con tanto di ticket per la sosta pagato, uno degli stalli blu disposti a lato della ciclabile.«Le bici non possono essere lasciate sui marciapiedi, pena 85 euro di multa e la loro stessa rimozione», evidenzia il vicepresidente della Fiab Verona, Giorgio Migliorini. «Vengono considerate veicoli, ma di fatto in strada gli stalli sono riservati esclusivamente alle auto».Le rastrelliere, d’altro canto, sono tutte da scovare e il più delle volte si rivelano intasate e quindi inutilizzabili. Per forza di cose, quindi, le bici finiscono per essere sigillate con lucchetti intorno ai pali di cartelli stradali o a recinzioni e cancelletti. Ma si vive nell’ansia che possano arrivare sanzioni e rimozioni, come già accaduto un anno fa nel quartiere Navigatori, dove una dozzina di biciclette sono state rimosse dai vigili con l’accusa che intralciavano il passaggio dei pedoni sul marciapiede. Agli 85 euro di sanzione, si sono aggiunti poi i costi per nuove catene e lucchetti.«Un simile fatto è accaduto pure nella zona della stazione, dove invece di togliere i rottami per garantire un po’ di ordine, sono state multate anche bici funzionanti e ben messe», insiste Migliorini. «È fondamentale che in una città votata alla mobilità sostenibile sia previsto un maggior numero di rastrelliere, ogni determinato numero di stalli per le auto, e che siano contemplati spazi adeguati a cui agganciare i lucchetti anche negli spazi condominiali, che dovrebbero avere l’obbligo di accettare i velocipedi nelle aree comuni, e magari sui marciapiedi larghi, come quelli di corso Porta Nuova, in cui è evidente che non vi sia intralcio e disturbo per i passanti. Sarebbe sufficiente segnalare la possibilità di sosta delle biciclette come già si fa per i motorini».«Vogliamo solo essere messi in condizione di rispettare le regole», rimarca il gruppo di volontari. «Verona ha bisogno di un piano della sosta per le biciclette con rastrelliere equamente distribuite tra centro e quartieri».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 22/03/2018

Note: Chiara Bazzanella - Foto Marchiori