Il dispositivo collegato allo smartphone posizionato su un seggiolino per bimbi

LEGGE. Non serve cambiare i seggiolini. Un dispositivo è già disponibile nei negozi specializzati
Da 40 a 60 euro, in attesa di sgravi fiscali, per avere il sistema di allerta. Rotta: «Norma attesa da tempo» Altamura: «Tra le sanzioni il taglio di punti patente».
L’ultimo caso a Catania, poche settimane fa. Papà va al lavoro, il figlioletto di due anni resta chiuso in auto: cinque ore sotto il sole siciliano di settembre. Quando la mamma, come al solito, si presenta all’asilo dove non è mai arrivato la tragedia (l’ennesima) è già compiuta. Da poche ore la firma sul decreto attuativo da parte del ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, rende operativo l’articolo 172 del nuovo Codice della Strada, che impone l’uso di dispositivi elettronici «antiabbandono» sui seggiolini nelle auto per i bimbi fino ai 4 anni. Manca all’entrata in vigore solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, attesa a giorni.«La norma doveva essere varata a luglio, poi c’è stata la richiesta da parte degli operatori di chiarimenti tecnici», spiega Barbara Zoccatelli, responsabile del punto vendita di Prenatal in Corso Porta Nuova. «Non ci sarà bisogno di cambiare i seggiolini già in uso (ovviamente omologati, ndr): basterà l’aggiunta del dispositivo, agganciabile alla struttura o alle cinture di sicurezza del bimbo e connesso tramite un’applicazione gratuita allo smartphone dei genitori». «In caso di “dimenticanza”», spiega un’addetta del negozio Chicco in Corso Cavour, «scatta un allarme di primo livello, da disattivare entro 40 secondi. Una seconda eventuale allerta invia un messaggio ai numeri telefonici associati al dispositivo». Il concetto somiglia a quello dei dispositivi di sicurezza destinati agli anziani, già in uso da tempo.Ogni marchio produttore sceglierà la tecnologia da adottare, tutte simili nel funzionamento. Marchi diffusi come Inglesina si affidano a Tippy; altri come Chicco utilizzano Bebécare, su piattaforma Samsung. «È prevedibile che, quanto prima, i nuovi modelli siano prodotti con dispositivi già integrati», concordano gli operatori del settore. Alcuni sono già in vendita. Non c’è corsa all’acquisto, per ora. «Ma già molti hanno chiesto informazioni», conferma Zoccatelli. Prezzi? Si va dai 40 a poco più di 60 euro. Le agevolazioni fiscali per l’acquisto sono allo studio ma l’applicazione della legge arriverà prima.«Una norma di civiltà, arrivata dopo molti ritardi e cui Verona sa di avere dato un contributo di rilievo», premette Luigi Altamura, comandante della Polizia municipale. «Trascorsi i 120 giorni previsti per la piena operatività dopo l’entrata in vigore del decreto ministeriale scatteranno i controlli, che includono, oltre alla sanzione pecuniaria, anche la decurtazione di 5 punti dalla patente».«Una norma che aspettavamo da tempo. E che, grazie alla ministra De Micheli, potrà scongiurare eventi dalle conseguenze troppo spesso drammatiche», commenta Alessia Rotta, deputata veronese del Pd. Dal 1998 in Italia, in una triste contabilità sono nove i piccoli morti a causa di un «black out» nella mente dei genitori. Il primo e l’ultimo caso noti, per beffa della sorte, entrambi a Catania. Ma la lista dei lutti ha fatto il giro d’Italia: passanti insospettiti e forze dell’ordine hanno evitato che si allungasse. «Amnesia dissociativa», la definiscono gli psicologi, figlia dei ritmi folli della vita moderna. Gli stessi specialisti che formulano le diagnosi devono poi curare le ferite di padri e madri devastati, mentre la magistratura apre fascicoli come «atti dovuti» che non avranno seguiti giudiziari: la pena personale, senza fine né sconti, è già un ergastolo.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 9/10/2019

Note: Paolo Mozzo - fotoservizio Marchiori