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DEGRADO. Il Comune stanzia fondi per lo storico palazzo di Veronetta.
Circa 80mila euro dall’avanzo di bilancio per rifare il tetto ed evitare le infiltrazioni d’acqua che stanno distruggendo i preziosi affreschi di maestri del ‘500.

La lotta al degrado di Palazzo Bocca Trezza a Veronetta è iniziata. Il Comune ha destinato allo storico edificio tra via XX Settembre e via San Nazaro, già sede dell’istituto artistico Nani, ora abbandonato e in degrado, le risorse necessarie per mettere in sicurezza e riparare la copertura del palazzo del ‘500. E tentare così di salvare gli affreschi del’500, vittime delle infiltrazioni d’acqua che li stanno sgretolando.Per ora, la lotta è solo su carta. Per il cantiere bisogna attendere i tempi dell’iter burocratico. Il procedimento è comunque in fase di avvio e gli uffici dell’edilizia Monumentale stanno redigendo in questi giorni la delibera specifica, propedeutica al via dell’intera pratica. Quindi verrà data ufficiale comunicazione alla Soprintendenza per chiedere la cantierabilità del palazzo. I lavori non inizieranno prima di sei mesi. Ma i fondi ci sono come l’intenzione di salvare gli affreschi del palazzo. «Parte della somma c! he siamo riusciti a ricavare per la manutenzione straordinaria degli edifici monumentali andrà a Bocca Trezza», conferma il neoassessore all’Edilizia monumentale Edoardo Lana.I fondi arrivano da uno storno sull’avanzo di bilancio 2014, da utilizzare quest’anno, 300mila euro. Di questi, poco meno di un terzo andrà a Bocca Trezza. Per mettere in sicurezza e riparare il tetto e la copertura dell’edificio, per arginare le infiltrazioni d’acqua che sono la causa dello sbriciolamento delle pareti affrescate nel salone principale, il costo stimato è di 70-80mila euro. Per comprendere la gravità della situazione e decidere come intervenire, e con quali costi, è necessaria una valutazione tecnica che sarà eseguita in un secondo momento. I fondi rimanenti verranno accantonati per la manutenzione straordinaria di altri beni monumentali del Comune, dagli edifici delle Mura a spazi di Palazzo Barbieri. «Dobbiamo ancora capire come e dove investire queste risorse, attendiamo segn! alazioni particolari. In parte verranno accantonate come fondo! per far fronte ad eventuali emergenze come distacchi di cornicione», spiegano dagli uffici comunali. Ora, la speranza è che le precipitazioni e l’umidità di autunno e inverno non aggravino troppo in fretta il degrado degli interni del palazzo con i suoi dipinti dei maggiori pittori del ‘500 veronese, allievi del Palladio, tra cui Alfonso Canera e Paolo Farinati.o

Ilaria Noro

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 21/07/2015

Note: CRONACA – Pagina 19