ALLARME. Decine i gattini recuperati dalle volontarie nel Veronese
Nella Bassa due micetti gettati in un fosso, quattro trovati in uno scatolone a Montecchia: tutti salvi Cinzia: «Crudele è buttarli via, non il farli operare».

In Italia ogni 55 minuti viene aperto un fascicolo per reati contro gli animali, come suggerisce il dossier elaborato dall’ufficio legale della Lav. Eppure leggiamo e sentiamo alla tivù che nell’ultimo decennio il rapporto degli italiani con gli animali d’affezione è migliorato. Sarà. La realtà suggerisce che ancora troppi italiani e veronesi continuano a considerare gli animali oggetti da usare a proprio piacimento, nel bene e nel male. Oggetti che accogliamo in casa con entusiasmo, magari spendendo fior di quattrini, ma che poi non rispettiamo e priviamo dell’assistenza minima: niente visite dal veterinario, niente antiparassitario, niente sterilizzazione. Un animale d’affezione è considerato un lusso (Iva al 22 per cento), mantenerlo con coscienza costa, si sa. Ma se non si ha intenzione di farsene carico perché prenderlo per poi scaricarlo? I ripensamenti fanno trovare cagnolini e micetti appena nati rinchiusi in un sacchetto dell’immondizia e gettati in un cassonetto o in un fosso.È successo anche l’altro giorno: una ragazza, passeggiando nella Bassa lungo la strada, ha visto due micetti con gli occhi chiusi cuocere sotto il sole in un fossato. Un maschietto bianco e una femminuccia scura, di tre giorni al massimo, che sono stati subito portati a Katia, amica dei trovatelli. Altri quattro micetti di pochi giorni sono stati salvati a Montecchia di Crosara e dati in balia.Sterilizzazione, questa sconosciuta, viene da dire. Ancora troppi padroni di gatti non vogliono affrontare (per questioni economiche e non solo) vogliono spendere i 100-150 euro per la sterilizzazione. E quando la micia sforna i cuccioli ci si libera di mamma gatta e cuccioli nel più crudele dei modi. Una scelta da irresponsabili e da vigliacchi che mette a rischio la sopravvivenza di tutti, come spiega Cinzia Caneva, di Valpolicella a 4 zampe: «Infilare i gatti in uno scatolone e lasciarli sotto il sole, come è accaduto il mese scorso a Pescantina, sperando che qualcuno li trovi e li salvi, è scorretto. Non si può caricare una persona, compresa la gattara del paese che svolge puro volontariato, di incombenze e spese che non sono di sua competenza. Tanto più se la gatta ha un padrone. Accettare un animale in casa significa farsene carico a tutto tondo. Se non si vogliono gattini indesiderati la sterilizzazione è doverosa».Una campagna culturale, quella della sterilizzazione, che le istituzioni hanno abbandonato. Pochi i soldi stanziati dalla Regione. E poi ci sono gli scrupoli. «In troppi sono ancora convinti», incalza la volontaria, «che togliere a una gatta utero e ovaie e al maschio i testicoli sia contro natura. Contro natura, secondo me, è abbandonare cuccioli ovunque pensando di fare loro del bene o peggio ancora ucciderli. Sterilizzare il gatto, specialmente se randagio, è un atto di buon senso per evitare le numerose gravidanze che indeboliscono l’animale e contribuisce ad arginare l’enorme fenomeno del randagismo».A proposito di mici randagi: «Per la legge sono sotto la responsabilità del sindaco», spiega Cinzia, «e quando si costituiscono colonie feline con più di 5-6 esemplari bisognerebbe segnalarlo al Comune, in modo che faccia intervenire l’Usl».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 17/07/2018