Il piazzale Stefani, antistante l’ospedale di Borgo Trento, presenta una viabilità inefficiente. In passato era stata ventilata l’ipotesi di una sistemazione ma ad oggi nulla è stato fatto. Lo spazio per un intervento efficace esiste ed inoltre, essendo venuto meno già da qualche anno il vincolo del passaggio delle autoambulanze, le possibilità di modifica sono ancora maggiori. A Verona non si è ancora compresa l’utilità delle rotonde che i francesi hanno sposato già cinquant’anni fa.L’incrocio tra via Galliano e corso Milano in cui è stato speso parecchio denaro pubblico, in primo tempo per i semafori e poi per gli aggiustamenti delle corsie, è e rimane sempre un collo di bottiglia incredibile. L’incrocio in prossimità degli Scalzi ha uno spazio più che adeguato per la realizzazione di una rotonda. Lo stesso dicasi dell’incrocio di San Giorgio dove, eliminando la palazzina ex distributore di benzina, si potrebbe realizzare un incrocio da manuale. È inutile conservare l’ex distributore per realizzare un locale bar con fermate di sosta di pullman che andrebbero unicamente a sminuire la viabilità dell’incrocio. Oltre a quelli citati, a Verona esistono molti altri incroci idonei alla realizzazione delle rotonde. Interventi che in altre città sono già stati attuati molti anni fa, perché a Verona si tengono ancora i semafori? Forse le lunghe attese favoriscono la meditazione?Flavio Biasioli VERONA

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Tratto da: arena-lettere - pag. 23

Data: 28/09/2017

Note: Flavio Biasioli