Visitatori ad una mostra nel museo di Castelvecchio

CASTELVECCHIO. L’assessore auspica l’avvio di un dialogo con i militari per trovare alternative
Ma Tosi accusa: «Già tanti i luoghi dedicati». E si parla di Palazzo Carli.

Circolo ufficiali, Flavio Tosi e Patrizia Bisinella aprono il fuoco di sbarramento. «Deve restare a Castelvecchio, a Verona di spazi museali ce ne sono già tanti, non c’è bisogno di sfrattare i militari» tuona l’ex sindaco. Rincara la dose la consigliera di Ama Verona: «Chiudere il circolo di Castelvecchio non è rispettoso di chi ha onorato la patria, inoltre da anni è un luogo d’arte, di convivialità e di cultura aperto alla città». L’attacco di Tosi è rivolto soprattutto contro l’assessore alla cultura Francesca Briani che replica parlando di polemica «pretestuosa e strumentale». «Oltre ai grillini e a Elisa La Paglia del Pd», afferma Tosi, «in commissione anche l’assessore si è detta a favore del ritorno al Comune dei locali del circolo e che si starebbero già cercando contatti con le Forze Armate a tale scopo. Ma», esclama, gli spazi museali a Verona non mancano, e presto si aggiungeranno il palazzo del Capitanio, Castel San Pietro e altri immobili della Fondazione Cariverona, poi c’è la palazzina Comando dell’Arsenale che ospiterà collezioni del museo di Storia Naturale con sede a Palazzo Pompei… Che senso ha, quindi, sgomberare un circolo che ha sempre mantenuto i locali in ottimo stato?». E per chiedere che il Circolo resti dov’è è stata avviata una raccolta di firme. «Sono già 600 e presto raggiungeremo le mille» fa sapere Gaetano Nicoli, ex consigliere tosiano e maresciallo dell’esercito in congedo. L’assessore Briani, però, non ci sta ad essere messa sotto accusa: «Per anni sono stata presidente dell’associazione Venezia Giulia e Dalmazia mantenendo sempre rapporti stretti con le associazioni combattentistiche e d’arma, quindi non posso che rinnovare la mia vicinanza al mondo militare e ai loro valori, il tema di Castelvecchio è però un altro e lascia sconcertati che chi ha fatto il sindaco non conosca il principale museo della città». E continua: «Esso si trova in chiara sofferenza per quelli che sono gli standard moderni dei musei, basti pensare agli spazi angusti della biglietteria e del bookshop, non ci sono neppure i bagni. Un museo moderno è inoltre fornito di una caffetteria, per questo gli spazi del Circolo sarebbero preziosi, ma è folle far passare tutto ciò come una battaglia contro i militari». Che fare allora? «La strada migliore è il dialogo, alcuni spazi possono essere condivisi oppure si può trovare una sede alternativa al Circolo ufficiali. Sono questioni che vanno trattate con sensibilità non certo con le polemiche, non posso accettare l’accusa di mancanza di rispetto per i militari». Sul caso interviene anche Tommaso Ferrari di Verona Civica. «Fa sorridere», scrive in una nota, «che Tosi decida di tornare sul tema, strumentalizzando la questione per qualche istante di visibilità in più, imbastendo una contrapposizione tra città e Circolo. Non si tratta», afferma, «di andare contro i militari, che a Verona storicamente rappresentano una componente viva della società, ma di riappropriarsi di uno spazio prezioso dal punto di vista culturale e turistico». E conclude: «Smettiamo di trattare il Circolo ufficiali come intoccabile e pensiamo, piuttosto, a soluzioni diverse dove collocarlo, magari a Palazzo Carli, poco distante da Castelvecchio, già destinato a uso militare e dotato di ambienti di rappresentanza all’altezza».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 2/08/2018

Note: Enrico Santi