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Al Cai si festeggiano gli ottant’anni dei gemelli Etrari
Uno appassionato di montagna, l’altro si è dedicato al calcio
Ezio e Bruno Etrari festeggiano il traguardo degli ottant’anni

Sono come il prezzemolo. Li conoscono e li amano tutti ma per motivi opposti. L’uno, nelle 26 associazioni veronesi della montagna, perché ci va da 60 anni, ne scrive e frequenta i sodalizi, Cai in primis; l’altro dalle folle del calcio amatoriale e professionistico, giudice sportivo e poi presidente della Figc. E pure per i suoi carmi vernacoli.
Sono due arzilli ottantenni Ezio e Bruno Etrari, della dinastia di ciabattini, calzolai, negozianti e industriali della scarpa notissima.
Prima in Borgo Trento, poi nella fabbrica di via Lussemburgo, adesso pensionati, ma mai domi. Continuano a presenziare, in ogni stagione, sui monti e negli stadi, oltre che sulle piste di sci di fondo e nei cenacoli di poesia. Sono nati la sera del primo dicembre 1934, omozigoti, Bruno mezzora prima di Ezio: La comare, l’ostetrica, disse che non sarebbero duranti fino all’alba del giorno dopo. Di albe adesso ne hanno viste per ottant’anni e si vede poco.
Stasera alle 20,30 nella sede del Cai a porta Vescovo di via Santa Toscana 11, insieme, presenteranno la storia della loro esistenza nel volontariato con un power point, e poesie, e racconti che hanno modestamente intitolato «Verona e dintorni, noi due sul territorio». Sarà per appassionati di montagna e di pallone di cuoio un affettuoso «Etrari day». Come sempre ci sarà chi li scambia. Ci sono abituati, da 80 anni e, talvolta, confessano, gli ha fatto anche comodo.B.F.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 18/02/2014

Note: CRONACA, pagina 18