Un carrello della spesa pieno

LA SOLIDARIETÀ ALIMENTARE. Il Comune sta approntando la macchina per distribuire i sussidi
Cinque le fasce di nuclei familiari, in base al numero di componenti Ecco tutte le categorie di cittadini che potranno chiedere di ottenerlo

Si va dai 240 euro, per un nucleo familiare composto da una sola persona, agli 800 euro per una famiglia di cinque e più componenti. Poi ci sono altre tre fasce, in base al numero di membri. È un importo una tantum, per quattro settimane. Sono i numeri del “buono spesa”, per chi a causa dell’emergenza coronavirus si è trovato in disagio economico. Quindi non per quanti ricevono già assistenza dai Servizi sociali.Il Comune destina così la somma di un milione e 363mila euro ricevuta dal Governo per la solidarietà alimentare. La macchina organizzativa, come informa il sindaco Federico Sboarina, sta approntando i buoni – anche confrontandosi con il comandante della Guardia di Finanza per avere uno strumento non duplicabile ed evitare contraffazioni – e le modalità per assegnarli. E stila una lista di negozi e supermercati dove si potrà spenderli, che verrà presto pubblicata su www.comune.verona.it.COSA SI COMPRA. Il buono spesa prevede l’acquisto di prodotti di prima necessità come generi alimentari, prodotti per l’igiene personale, farmaci. È escluso ogni tipo di bevanda alcolica, di qualsiasi gradazione. Ogni buono è strettamente personale, spendibile soltanto dal beneficiario e non può essere ceduto ad altre persone.GLI IMPORTI. Il buono spesa sarà di 240 euro per un nucleo con un solo componente, di 400 euro per una famiglia formata da due, di 560 per una di tre, di 720 per una di quattro persone e di 800 per un nucleo di cinque e più. LA somma, lo ricordiamo, è una tantum, ed è per quattro settimane, cioè quasi per un mese.CHI PUÒ AVERE IL BONUS. Sono beneficiari del buono i cittadini che si trovano in una o più delle seguenti situazioni: hanno subito una perdita di reddito dovuta alla situazione socio-economica determinatasi a seguito dell’emergenza sanitaria in atto; si trovano in condizione di criticità, fragilità, multiproblematicità; non sono titolari di alcun reddito; hanno insufficiente liquidità nei conti correnti postali o bancari, propri e del proprio nucleo familiare, per far fronte all’acquisto di beni alimentari di prima necessità, o non hanno titoli mobiliari o di Stato, obbligazioni, buoni fruttiferi, investimenti finanziari o similari. Inoltre che non beneficiano in misura sufficiente di Reddito di cittadinanza, Reddito di inclusione attiva o altri sostegni e contributi comunali, poi quanti non beneficiano di ammortizzatori sociali o di consegna di borsa spesa o di generi alimentari da parte di associazioni o parrocchie.COME RICHIEDERLO. Per ottenere il buono si dovrà contattare i tre numeri telefonici che stanno per essere attivati, dichiarando i propri dati e spiegando la situazione di grave necessità. «Gli operatori sociali incaricati a rispondere potranno rivolgere domande al cittadino per acquisire tutti gli elementi necessari», spiega il sindaco. Saranno poi i Servizi sociali a verificare la composizione anagrafica del nucleo e quindi assegnare un numero di buoni in conformità ai criteri definiti e per il relativo ammontare. I buoni verranno consegnati al domicilio del richiedente, con la collaborazione di volontari del Centro Servizi Volontariato, del Terzo Settore e della Caritas.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 3/04/2020

Note: Enrico Giardini