RICERCA. Tre progetti premiati e due menzioni assegnate a giovani studiosi arrivati da tutto il mondo in Gran Guardia

Nella lotta ai tumori l’innovazione la fanno gli under 30 e nei gruppi di ricerca sparsi nelle università e negli ospedali di tutta Europa, spicca quasi sempre un cognome italiano. Ma non chiamateli cervelli in fuga. «È un bene che i nostri giovani coltivino una prospettiva globale», evidenzia Andrea Bonetti, direttore del dipartimento di Oncologia medica della Ulss 9, «la filosofia alla base della scienza, e più nello specifico della medicina, è quella di non chiudersi all’interno dei propri confini». Ieri Verona ha salutato il 40° meeting dell’Ente europeo per la ricerca e il trattamento del cancro (Eortc) premiando i progetti e gli studi clinici più innovativi in campo oncologico. Ventiquattro i poster presentati da altrettanti team di esperti provenienti da tutto il continente, ospitati alla Gran Guardia per parlare delle nuove modalità di cura, su tutte l’immunoterapia. Oltre al sottosegretario alla Salute Luca Coletto e al professor Domenico De Leo, presidente della Scuola di Medicina di Verona fresco di elezione tra i tecnici del Consiglio superiore di Sanità, per incoronare i progetti vincitori si sono avvicendati Denise Signorelli, direttore sanitario della Ulss 9 Scaligera; Carlo Rugiu, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Verona; Cristina Salerno della Pit Onlus di Verona, l’associazione che ha collaborato all’organizzazione del congresso. A fare gli onori di casa, insieme a Bonetti, il co-organizzatore del congresso Roberto Leone, che nel dipartimento di Diagnostica dell’università di Verona è responsabile della sezione di Farmacologia. Tre premi, più due menzioni speciali, sono state assegnati a ricercatori arrivati da Germania, Norvegia, Olanda, Francia e Italia, in quest’ultimo caso alla polacca Ingrid Garajova che lavora nei laboratori dell’università di Parma. Unica italiana nella rosa dei vincitori è Giovanna Li Petri, 27 anni, palermitana d’origine che oggi è in forze all’Amsterdam University Medical Center. La medaglia d’oro è andata a una ricercatrice francese, Anne Rodallec, anche lei ventisettenne, per aver messo a punto un sistema per il dosaggio di farmaci immunoterapici contro i tumori al seno.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 16

Data: 10/02/2019

Note: Laura Perina - foto Marchiori