IL LIBRO. Al Circolo Unificato di Castelvecchio è stata presentata la biografia del politico veronese scritta dalla figlia.
Soldato in Africa e Grecia dopo l’8 settembre si unì
ai partigiani. Poi la politica Fu deputato dal ’58 al ’76

Alla figlia Fiorenza, molto tempo prima della sua morte, avvenuta nel 2006, affidò il compito di fare un discorso in sua memoria nel giorno della sepoltura. «Dovrai ricordare gli ideali per i quali ho combattuto e vissuto: partigiano e combattente per la libertà, deputato al Parlamento italiano, marito e padre». Questo era Alessandro Canestrari che, ripercorrendo le quattro legislature, confessò: «Ritengo di aver fatto il mio dovere e soprattutto di aver dato al popolo italiano il massimo».A Castelvecchio, al Circolo unificato dell’Esercito, Fiorenza Canestrari, pittrice e presidente dell’Associazione ApertoArte, ha presentato il libro dedicato al padre: «Alessandro Canestrari. Gli affetti, la Resistenza, la politica» edito dalla Casa editrice Mazziana. Fra i molti presenti, anche gli assessori Edi Maria Neri e Marco Padovani, Devis Formentin, il sindaco di Marano Lagunare, in provincia di Udine, dove Canestrari nacque nel 1915, il deputato Diego Zardini e gli ex parlamentari Tiziana Valpiana ed Enzo Erminero. Quest’ultimo, che condivise con lui due mandati da deputato della Dc, è anche l’autore della presentazione nella quale, innanzitutto, evidenzia il ricordo di «un uomo sempre di buon umore, capace di suscitare simpatia in tutti». Soldato nel secondo conflitto mondiale in Africa, Grecia e Francia, l’8 settembre 1943 si trovava nella caserma San Zeno. Si salva dalla retata dei tedeschi perché era uscito a fare un giro in bicicletta. Subito si unisce alla Resistenza, organizzando i partigiani nella zona di Tregnago. Arrestato dalle Brigate Nere e rinchiuso a Forte San Leonardo dove viene ripetutamente picchiato, finisce nel lager di Bolzano dove verrà liberato il 1° maggio 1945. Finita la guerra comincia il suo impegno politico nella Democrazia Cristiana. Dal 1958 al 1976 sarà deputato al Parlamento. Ebbe anche incarichi governativi con il ruolo di sottosegretario. «A casa nostra c’erano spesso ospiti, ricordo Enrico Mattei, il presidente dell’Eni», rammenta la figlia Fiorenza, che, a Castelvecchio, ha tratteggiato la figura di «un padre di eccezionale affettività, coerenza e simpatia, che ha cercato di trasmettere ai suoi quattro figli i valori principali della vita, l’amore per il prossimo e il rispetto per se stessi e per gli altri».Un uomo, conclude, «che ha attraversato cento anni di storia, vivendola in prima persona. Dallo scoppio della Prima guerra mondiale alla Resistenza alla politica, dal dopoguerra fino ai giorni nostri… E ha sempre documentato tutto, scrivendo le sue impressioni, reagendo contro i fatti criminosi che hanno sconvolto il nostro Paese, attivandosi poi, come parlamentare, per proporre leggi che migliorassero la vita dei suoi concittadini».

Enrico Santi

Tratto da: arena-cronaca - pag.12

Data: 11/10/2017

Note: Enrico Santi