La facciata dell'Arsenale: il Comune dispone di 9 milioni per mettere in sicurezza le strutture più degradate.

GRANDI OPERE. Sopralluogo all’ex caserma austriaca dove si stanno utilizzando i 9 milioni per riparare le coperture. E intanto si ragiona sulle possibili destinazioni d’uso

L’assessore Segala: «Così potremo garantire la fruibilità di alcuni spazi, anche se al grezzo». E su alcuni mette un’opzione l’Accademia di Belle Arti
ILARIA NORO

 

Operai al lavoro, degrado bloccato in parte della Corte Ovest e del blocco centrale e prime ipotesi di destinazioni d’uso. In Arsenale hanno aperto i battenti nelle scorse settimane i cantieri per la messa in sicurezza delle coperture di alcuni edifici. Un intervento che ha preso i primi 400mila euro dei 9 milioni messi a bilancio mentre, parallelamente, si inizia a entrare nel vivo di quella che sarà la destinazione finale degli spazi riqualificati. Un piano che si va delineando sempre più a stralci ed “elastico”.Ieri pomeriggio gli assessori all’Urbanistica Ilaria Segala, al Patrimonio Edi Maria Neri e ai Lavori pubblici Luca Zanotto insieme alla consigliera di Battiti Verona Domani Paola Bressan (che ha presieduto la commissione temporanea sull’Arsenale), ai tecnici del Comune e al professor Filippo Bricolo del Politecnico di Milano, hanno effettuato un sopralluogo alla Corte ovest dell’ex compendio asburgico non solo per fare il punto sullo stato degli edifici e verificare gli interventi di messa in sicurezza recentemente realizzati, ma per iniziare a ragionare sul futuro riutilizzo di quegli spazi.«Innanzitutto è bello vedere finalmente cantieri operativi in Arsenale», premette Segala. «Con questi primi interventi, ripristinando le coperture e mettendo in sicurezza le strutture, abbiamo bloccato il degrado. Si tratta di soluzioni provvisorie che però ci permettono di capire dove concentrarci. E in che modo procedere. I 9 milioni andranno per le coperture e poi si potrà decidere di iniziare gradualmente una restaurazione più grezza di alcuni spazi dove possa comunque essere garantita la fruibilità come accade già per il padiglione che ospita i mercatini vintage e altre iniziative». Una delle priorità, in tal senso, è anche la bonifica e la riqualificazione dell’intera area verde esterna che potrebbe tornare a essere la zona rurale di Borgo Trento.Ieri, intanto, il sopralluogo si è concentrato negli spazi della corte ovest, in parte già agibile e sede della delegazione dei vigili di Borgo Trento, in parte completamente distrutta e a cielo aperto, in parte appena messa in sicurezza, dove potrebbero essere ricavati gli spazi da destinare all’Accademia di Belle Arti. «È una delle opzioni», ha precisato Segala ma, sembra, potenzialmente più probabile di altre considerato che sul posto, ieri, sono stati invitati rappresentanti dell’Accademia. «Abbiamo bisogno di circa 1.500 metri quadrati in più per laboratori e spazi artistici, e questo luogo, questa architettura, bene si presta al nostro obiettivo. Anche l’ipotesi di un primo restauro grezzo per noi sarebbe un’ottima opzione», ha commentato il presidente dell’Accademia Marco Giaracuni al termine del giro.Quanto agli altri spazi, il progetto è tutto da costruire. «Del resto, la nuova prospettiva del restauro conservativo è impostata oggi per durare in un tempo molto più lungo che va ben oltre la funzionalità che può ospitare per un periodo di circa vent’anni. Il lavoro deve essere fatto per prevedere almeno 20 o 30 destinazioni d’uso», riflette Bricolo del Politecnico di Milano, che è consulente del Comune per l’Arsenale. «Noi siamo i tecnici e ci limitiamo in questa fase a valutare, coordinare e fare sintesi tra le richieste», aggiunge Bricolo.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 16

Data: 23/03/2018

Note: Ilaria Noro - fotoservizio Giorgio Marchiori