La presentazione dell'iniziativa all'Antica Dogana 

LA CANDIDATURA. Presentato il dossier con il quale la nostra città concorre per il titolo: un progetto urbano a 360 gradi
«Una grande idea che abbina arte e storia allo sviluppo urbanistico, in direzione di una vocazione internazionale. Un importante lavoro di squadra con enti e istituzioni»
Una città infinita. Nel senso di città senza confini, che si apre a nuovi, molteplici mondi, che si espande, che include e che accoglie. E se dunque Shakespeare faceva dire a Romeo che «non esiste mondo fuor dalla città di Verona», partendo proprio dalle parole del dramma shakespeariano e rovesciandole, nasce lo slogan con il quale Verona si candida a capitale italiana della cultura 2022, intitolato «New World», ovvero «La cultura apre nuovi mondi». Lo hanno spiegato, durante l’incontro di presentazione del dossier di candidatura, ieri sera alla darsena dell’antica Dogana d’Acqua, nel quartiere Filippini, il sindaco Federico Sboarina, gli assessori alla Cultura e turismo Francesca Briani, alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala e Paolo Dalla Sega, responsabile di Ptsclas, che ha realizzato il progetto, alla presenza dei rappresentanti dei componenti del Comitato Istituzionale di sostegno e dei partner del progetto. «Attraverso la cultura, l’obiettivo è quello di pianificare nuovi modi di essere città», ha spiegato Sboarina. «Non più e non solo attraverso le ricchezze storico artistiche più note, ma svelando una Verona nascosta, custode di luoghi di aggregazione, di inventiva e accoglienza, a partire da un progetto di sviluppo urbanistico, quindi da una visione più ampia e complessiva, rispetto alla quel molti lavori sono già in itinere. Vedremo poi come andrà la candidatura, ma credo che un fondamentale obiettivo lo abbiamo già raggiunto: quello di riunire le forze più importanti della città in un comune progetto di sviluppo. Un risultato niente affatto scontato, tanto più in questo momento difficile». Al Comitato istituzionale hanno partecipato Regione, Provincia, Diocesi di Verona, Soprintendenza, Università, Azienda ospedaliera, Ulss 9, Camera di Commercio, Fondazione Cariverona, Confindustria, Aeroporto Catullo, Consorzio Zai, Veronafiere, Fondazione Arena, Fondazione Verona Minor Hierusalem, Biblioteca Capitolare.«Quando parliamo di città infinita, pensiamo a una Verona che si estende fuori dall’ansa dell’Adige», ha aggiunto l’assessore Briani. «Di fatto Verona è già capitale della cultura per la sua ricchezza storica e artistica, ma qui parliamo di un più ampio progetto di sviluppo urbanistico e sociale che guarda a fattori attuali, come la persona, l’ambiente, il clima, l’innovazione». A spiegare più nel dettaglio il progetto, Paolo Dalla Sega: «Il nostro manifesto, già inviato al ministero della Cultura (una trentina le città candidate), si divide in cinque capitoli, che abbiamo intitolato mondi, e che toccano i grandi temi della persona, dello spazio come bene comune, della fruizione del patrimonio, della città verde e smart, del turismo e territorio. «Leggendo il dossier», ha concluso Sboarina, «si capisce che siamo già capitale culturale. Ora è il momento di prenderne coscienza, di esserne orgogliosi e di lavorare insieme con volontà e forza per una collocazione internazionale di Verona». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 29/07/2020

Note: Alessandra Galletto -foto Marchiori