IL CONCORSO. Premiati i tre vincitori dell’iniziativa promossa dalla Fondazione Discanto con il contributo di Unicredit
Tre tracce storiche, da Ursicino a Maffei a monsignor Turrini Fasani: «Euforia nel vedere Verona fucina di così tanti talenti»
Avvicinare i giovanissimi ed in generale chi non si interessa di manoscritti e libri antichi ai luoghi che da secoli custodiscono il sapere. Con questo obiettivo la Capitolare, in collaborazione con Fondazione Discanto ed il contributo di Unicredit, ha organizzato la prima edizione del concorso «La biblioteca più antica al mondo raccontata a fumetti», sull’esempio di quanto già sperimentato dalla Marciana a Venezia e da altre importanti istituzioni culturali.Ieri le premiazioni tra la soddisfazione per l’interesse raccolto dall’iniziativa. «Sono semplicemente euforico», ammette don Bruno Fasani, prefetto della Capitolare, «non mi sarei mai aspettato tanta attenzione. Da metà settembre al 30 novembre si sono cimentati con le tracce proposte una quarantina di partecipanti e ci siamo resi conto che la nostra provincia è fucina di grandissimi talenti, giovani artisti che rappresentano un patrimonio per il territorio». Il concorso prevedeva che i candidati si mettessero alla prova sviluppando uno dei tre temi proposti, incarnati da altrettanti personaggi che hanno segnato in maniera decisiva le vicende della biblioteca. Si poteva lavorare su Ursicino, che lasciando la propria firma ha testimoniato l’esistenza dello scriptorium già a partire dal VI secolo, oppure su Scipione Maffei, protagonista del ritrovamento di 99 codici antichi che erano stati nascosti durante la peste seicentesca e mai più ritrovati. Infine, su monsignor Giuseppe Turrini, che il 4 gennaio 1945 mise in salvo i testi più rari strappandoli alla distruzione di uno dei più pesanti bombardamenti subiti dalla città durante la seconda guerra mondiale. «La traccia di Ursicino è stata la preferita, sviluppata sia dai primi classificati Simone Perlina di Verona e Giada Zavarise di Treviso che da Giulia Cavanini, veronese, arrivata terza», spiega Cira Russo, vicedirettore dell’Accademia Discanto. «Tommaso Scandola, al secondo posto, ha preferito invece lavorare sulla figura di Maffei». Scandola ha anche lasciato nel cassetto i colori e ha proposto un lavoro in bianco e nero. «Noi abbiamo preferito lavorare in tandem, la mia collega è scenografa, io disegnatore», dice Simone, 27anni che finora ha collaborato per lo più per piccole case editrici. Nella lista dei partecipanti anche una seconda classe delle scuole medie «Foroni» di Valeggio, che ha portato tavole realizzate da singoli o in gruppo, sotto la guida dell’insegnante Vincenzo Licciardi. Non è mancato chi ha aderito all’iniziativa andando ben oltre le consegne del bando. Giorgio Espen, graphic designer di Lugagnano di Sona, laureato all’accademia di Belle Arti, ha partecipato con 12 tavole che raccontano tutti i momenti salienti della storia della Capitolare e per questo motivo ha ricevuto il premio speciale della giuria. «Ha usato un linguaggio semplice e didascalico, che può arrivare anche ai più piccoli», evidenzia don Fasani. «In quindici giorni ho fatto una scorpacciata di storia, riassunta in vignette, raccontando gli inizi dell’attività dello scriptorium, ai tempi di San Zeno, la visita di Dante, nel 1320, fino all’inondazione dell’Adige del 1882, che rovinò 11mila pergamene», osserva. Ora l’auspicio è trovare fondi per trasformare le migliori opere partecipanti in un volume.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Data: 16/12/2018

Note: VALERIA ZANETTI