L’OFFERTA DEL QUARTIERE. Dopo il «no» alla statua in piazza Erbe

Sono già molti i cittadini a favore della collocazione Il parroco: «Omaggio a chi ha dato tanto alla gente Sarà un’occasione per rilanciare il territorio»
«Caro Angelo Dall’Oca Bianca, torna al Villaggio». Una voce nuova si inserisce nella disputa sulla collocazione della statua che rende omaggio al pittore della «veronesità» (1858-1942), una voce che finora era rimasta in muto ascolto. È quella degli abitanti di Borgo Nuovo: l’ex «Villaggio Dall’Oca» per cittadini indigenti sorto nel 1939 a nord-ovest del centro storico grazie a una cospicua donazione dell’artista, e poi ampliato con il lascito testamentario dello stesso.Da settimane in città tiene banco un infuocato botta e risposta tra il Comune e il comitato «Dall’Oca tra noi»: quest’ultimo promotore del progetto che vorrebbe portare il monumento di Dall’Oca, firmato dall’orafo e scultore Alberto Zucchetta, in piazza Erbe, a pochi passi dal Berto Barbarani in bronzo di Novello Finotti. Ma Palazzo Barbieri è contrario: «Piazza Erbe non si tocca e non ospiterà altre statue. Così si tutela la sua integrità storica e artistica».Fioccano le reazioni pro e contro dei cittadini, tanto da suggerire l’utilità di un referendum; molte anche le lettere al nostro giornale. Ed ecco che si accoda l’ultimo parere: sistemare l’«Affondo di pennello», com’è intitolata l’opera di Zucchetta, non in centro storico, bensì nel centro «decentrato» di Borgo Nuovo, dove tra l’altro ferve il rinnovo di chiesa e opere parrocchiali.È il parroco di Borgo Nuovo, don Giorgio Fainelli, ad assicurare: «La statua di Dall’Oca qui sarebbe ben accetta. Renderebbe omaggio alla figura di chi si è adoperato con passione per i poveri di Verona, pagando di tasca propria la costruzione del Villaggio, nucleo antico del nostro quartiere. La popolazione è molto favorevole, soprattutto gli anziani».Ma se a Borgo Nuovo si sostiene l’idea lanciata dall’assessore Francesca Toffali (Arredo urbano) – forse più come «boutade» che come soluzione ponderata – il motivo è profondo: «Le opere d’arte rimangono sempre nel cuore della città. Mai che si pensi di valorizzare i quartieri, ritenuti quasi indegni di esprimere bellezza e destinati a restare brutti dormitori. Eppure è qui che abita la maggior parte della gente», commenta don Fainelli.«Purtroppo Borgo Nuovo», continua il parroco, «nell’immaginario collettivo conserva un po’ della cattiva reputazione del vecchio Villaggio, ambiente poco accogliente e malfamato. Ma negli ultimi decenni il quartiere ha fatto tantissimo per risollevarsi; la collocazione della statua che ricorda il nostro benefattore può essere un’ulteriore occasione per rivalutare il territorio».In piazza, in realtà, campeggia già un mezzo busto in bronzo del Dall’Oca fra lastre di marmo. Ma secondo il sacerdote, «si potrebbe pensare a una ricollocazione dei due monumenti per rendere giustizia a entrambi».E l’opera del maestro Zucchetta, secondo i residenti, avrebbe anche un altro scopo: fare da volano al tanto atteso rifacimento di piazza Dall’Oca, il cui progetto dorme da tempo nei cassetti di Palazzo Barbieri: «La chiesa fra poco sarà finita, ma la piazza antistante versa in stato pietoso. L’amministrazione comunale tiri fuori le carte e dia un segnale di speranza al quartiere», sollecita Giovanni Residori, capogruppo della Lista Tosi in terza circoscrizione e titolare di uno storico negozio del borgo.Gli fa eco Mauro Mussolini, uno degli abitanti che realizzarono concretamente il Contratto di quartiere: «Questa piazza è il cuore pulsante di Borgo Nuovo. Sulla pavimentazione in porfido, da poco rifatta, si sono già riaperte le buche. L’aiuola centrale, in realtà un’ex fontana riempita di terra, è inguardabile e d’intralcio durante le manifestazioni».Intanto, fuori dalla nuova canonica continuano a spron battuto i lavori della grande chiesa intitolata alla Beata Vergine Maria, che si affaccia appunto su piazza Dall’Oca Bianca e già viene chiamata «basilica» dagli abitanti. Pronta per il prossimo 8 dicembre, con opere artistiche di pregio al suo interno, è l’unico edificio sacro in costruzione a Verona. Come unica sembra essere la vitalità di un quartiere con circa 15mila abitanti, 50 nuovi nati all’anno, che apre le braccia al «patriarca» Dall’Oca, rifiutato dal centro, e gli chiede di tornare al Villaggio.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 12/03/2018

Note: Lorenza Costantino