TURISMO. Dopo vani tentativi per rimettere in ordine il sito, va in Comune un progetto innovativo di Benatti e Martinelli.

Idea Mox: entrata a pagamento a fianco dell’androne attuale con percorso museale nella
palazzina e uscita su via Cappello.
Verso una svolta storica in centro storico. Nel cortile di Giulietta. Dopo polemiche su degrado e disordine, segnalati anche da turisti su Tripadvisor, e tentativi vani di sistemare il luogo. Stavolta però la luce in fondo al tunnel è più visibile. Quindi: visitare un nuovo museo, con costumi d’epoca e tecnologie, nella Casa di Giulietta e nella palazzina adiacente, dove oggi c’è il negozio Armani. Con ingresso da via Cappello, proseguendo nel cortile e uscendo in via Cappello, da dove oggi si entra. Biglietto a 8,50 euro; oggi, ricordiamo, entrare alla Casa costa 6 euro, mentre il cortile è gratis.Oppure: compiere un giro soltanto nel cortile, per uno foto e una carezza alla statua di Giulietta, ma anche in questo caso con l’ingresso dalla palazzina, per poi uscire da dove si entra oggi. Ticket a 2,50 euro. Il tutto unito alla ripulitura del luogo, in particolare dell’androne con i graffiti. E con operatori che conoscono varie lingue e accolgono gli ospiti, vigilano sul decoro del sito. Ideato dal direttore dei Musei civici veronesi Antonio Avena ottant’anni fa. Egli ricreò, anche collocando il balcone alla casa medievale, il luogo «verosimile» in cui Romeo saliva dall’amata Giulietta.Due percorsi a «U». È il progetto «Di Pietre e d’Amore» per gestire il complesso di Giulietta, proposto al Comune dalla Mox Corporation srl e illustrato, al Liston 12, in Bra, dagli imprenditori veronesi Carlo Benatti (presidente) e Mirco Martinelli, amministratore delegato. La Mox è formata anche da Andrea Benatti, fratello di Carlo, responsabile per l’area economica, e da Alex Martinelli, dell’area tecnica. Gestisce fra l’altro, la Mox, il museo Dymamic Earth di Edimburgo e il Tower Bridge a Londra.La proposta, su cui dovrà esprimersi il Consiglio comunale, è la seconda della Mox (l’altra riguardava la sola Casa ma con l’ingresso come l’attuale) e viene dopo quella proposta al Comune dalla Fondazione Atlantide, di Paolo Valerio, direttore artistico del Teatro Nuovo. La proposta di Valerio, su cui l’Amministrazione Tosi con l’ex assessore Enrico Corsi si era spesa, consisteva nel creare un percorso espositivo a pagamento sul mito scespiriano, con ingresso da piazzetta Navona al Teatro Nuovo, quindi nel foyer e da lì nel cortile, con uscita da dove oggi si entra; spesa a 2,50 euro; soldi a Comune, gestori, condomini. Le proposte precedenti non sono mai andate in porto, però. Sia perché giudicate non facili da attuare, sia per il contenzioso scoppiato fra il Comune e i proprietari di case, negozi e albergo di lusso Il Sogno di Giulietta, che si affacciano sul cortile e rivendicano diritti su quello spazio. Ora però «dopo due anni di lavoro condiviso» e di affinamento del progetto – di cui L’Arena aveva fornito anticipazioni, nei mesi scorsi – la Mox ha aggiunto un elemento essenziale. La società ha nella propria possibilità la palazzina di via Cappello 25, confinante col l’edificio della Casa di Giulietta. «Sono 800 metri quadrati in più, cinque piani più un seminterrato, che miglioreranno l’offerta del sito, ora non appetibile», dice Benatti.Ampliato e reso accogliente l’androne dove oggi c’è il negozio, da lì si potrà partire per la visita museale, con punti informativi e biglietteria, servizi igienici, una caffetteria, un guardaroba, un book shop, uffici gestionali e tecnici. Dall’ultimo piano del palazzo si accederà alla Casa, di tre piani, arredata secondo la scenografia dell’opera di Shakespeare. In ogni stanza ci sarà una pagina della tragedia di Romeo e Giulietta, con proiezioni che faranno immergere nella storia.Come ricorda Benatti verrà costituito un comitato scientifico in accordo con il Comune che dovrà affiancare la Mox nel definire le linee di indirizzo per il museo Casa di Giulietta. «È un investimento di 4,7 milioni tutto a carico nostro», dice Martinelli, ricordando poi che «il Comune non spenderà nulla, ma anzi riceverà un canone minimo garantito di un milione l’anno, che aumenterà in relazione al successo dell’operazione, con l’obiettivo di superare i 20 milioni nell’arco di concessione di 12 anni». Oltre il milione, il 70% andrà al Comune e il 30 ai gestori, e salendo ancora il 60 al Comune e il 40 ai gestori. Previsioni della Mox: con 1.452.000 visitatori, al Comune 1.043.000 euro; 1.980.000 visitatori, 1.617.000 euro; con 2.286.000 va 1.865.000. «E i condomini hanno un indennizzo», dice la Mox. Che sia la volta buona?
Enrico Giardini

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 22/03/2017

Note: CRONACA - pag. 13