Adelaide Biondaro, direttrice dell'Istituto assistenza anziani

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Criticità acuita dal Covid che mette in crisi le strutture Biondaro: «I giovani non interessati a questo lavoro» Girardi ne trova oltre 100 tra operatori e infermieri
La pandemia riporta a galla il tema della carenza di personale nelle case di riposo. È un dato emerso ieri, durante la conferenza stampa dell’ Ulss9, cui sono intervenuti anche alcuni direttori di strutture per anziani, come Adelaide Biondaro, dell’Istituto assistenza anziani che accorpa otto centri. Biondaro, nel ricordare l’abnegazione del personale, che non si è risparmiato soprattutto la settimana scorsa – quando gli operatori hanno fatto turni di 12 ore – ha spiegato che la pandemia ha in effetti messo in crisi un sistema minato da una criticità «che c’era già prima del coronavirus e che si è acuita in questi mesi con il passaggio di diversi lavoratori che, vincendo i concorsi delle aziende sanitarie, hanno dato le dimissioni, e con il ricorso, sempre a causa dell’emergenza, di congedi parentali previsti dal Cura Italia e di permessi della legge 104». Un problema non da poco, ma che è conosciuto da due-tre anni, soprattutto per quanto riguarda la reperibilità dell’Oss, l’operatore socio sanitario che si occupa dell’alimentazione, dell’igiene e della movimentazione del paziente. L’epidemia ha messo in evidenza il buco dell’offerta, rispetto alla domanda: «C’è scarso interesse», spiega Biondaro, «perché i giovani non si avvicinano a questa tipologia di lavoro e non si iscrivono ai corsi Oss. Per gli infermieri contano forse il numero chiuso ai corsi e il fatto che non si sia calcolato bene l’indice di pensionamento. A questo si aggiungono i tanti concorsi aperti l’anno scorso dalle aziende sanitarie: in molti hanno lasciato le case di riposo verso strutture ospedaliere seguendo altre ambizioni». Da questo ultimo fattore è risultato che solo all’Iaa, da gennaio 2020, hanno dato le dimissioni 40 persone. Nel frattempo, è esplosa la pandemia. Mentre per i congedi parentali, alla Santa Caterina, una delle strutture dell’Iaa, si sono assentati 15 operatori. «Abbiamo tamponato riformulando gli orari e da domenica siamo rientrati alla normalità grazie a otto sostituzioni». L’istituto ha chiesto molto ai suoi operatori, e non lo dimentica Biondaro: «Hanno dimostrato abnegazione e capacità di risposta che non ci aspettavamo lavorando su due binari: la cura dell’ospite e l’applicazione dei protocolli di sicurezza, dell’uso dei Dpi, di vestizione e svestizione in continua evoluzione e non facili da applicare». In merito alla carenza di personale anche l’Ulss9 si è mossa in queste settimane per cercare personale con avvisi pubblici e cercando anche un eventuale alloggio per chi veniva da lontano. Lo conferma Maurizio Pastorello, direttore dell’Ipab di Legnago: «Mi ha sorpreso la solidarietà e l’aiuto di tutti, in particolare dell’Ulss, nel procurare il personale perché non dormivo la notte a pensare come dare cura agli ospiti con un terzo scarso di operatori. Nella nostra casa di riposo abbiamo vissuto un dramma». L’Ulss9 è riuscita a indirizzare tra infermieri e Oss 97 persone nelle case di riposo: 76 Oss e 21 infermieri. Il dato, però, si aggiorna e supererà i cento operatori. Ma secondo l’Ulss9 il sistema ha retto l’impatto della pandemia: «Delle 73 strutture per anziani 37 sono a zero casi positivi tra ospiti e operatori», spiega Raffaele Grottola, direttore dei servizi sociali. «Le situazioni di criticità si sono circoscritte grazie a un piano di sanità pubblica e supporto alle strutture. E ci siamo spinti oltre fornendole di 210.550 mascherine chirurgiche, 45.665 ffp2, 1.550 ffp3, 3.400 camici idrorepellenti, 2.300 cuffie, 6.300 calzari copriscarpe e 690 visiere occhiali». «Sono stati consegnati a tutte le case di riposo circa 8.000 test rapidi ed eseguiti quasi 7.000 test», spiega Viviana Coffele, dell’Ulss. «È la conclusione di un primo percorso. Si continuerà con ospiti autosufficienti e con personale che non è di assistenza. Chiuso questo, si riaprirà il grande capitolo dello screening regionale».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 18

Data: 22/04/2020

Note: Maria Vittoria Adami