Le Ferrari in mostra davanti al Polo Zanotto

UNIVERSITÀ. All’inaugurazione dell’anno accademico 2019-2020 il rettore punta il dito sulle politiche assunzionali precedenti. E ora si guarda a partnership con enti

Alcune facoltà verso l’abolizione del numero chiuso Il “magnifico” Nocini: «Non aumenteranno le tasse Dobbiamo essere polo attrattivo per Rovigo e Vicenza»
Nell’aula magna gremita del Polo Zanotto, dove si celebra l’apertura dell’anno accademico 2019-20, l’annuncio rimbomba come una cannonata. «La situazione economica dell’ateneo di Verona mostra alcune criticità che non mi aspettavo». A parlare è il rettore Pier Francesco Nocini, entrato in carica il primo ottobre scorso. «In tema di politiche assunzionali», spiega, «le decisioni prese prima del mio insediamento, a causa degli incrementi stipendiali e della diminuzione progressiva del fondo di finanziamento ordinario (il fondo statale che costituisce una delle principali entrate delle università, ndr), avrebbero portato entro il 2022 a sforare il limite di legge dell’80 per cento di spesa per il personale» con conseguenti penalizzazioni per l’ateneo. «Siamo stati costretti a una manovra correttiva per garantire la nostra sostenibilità economico-finanziaria», illustra Nocini. «La programmazione subirà un rallentamento. Ma in sede di approvazione del bilancio previsionale per il 2020 siamo riusciti a rispettare tutti i vincoli imposti dalla normativa». Problema arginato, «non senza sacrifici», ma con questa premessa parole d’ordine sono invertire la rotta. Come? «Non aumentando le tasse universitarie», sottolinea Nocini. «Sotto il mio mandato non succederà». Semmai «potenziando le interazioni col mondo produttivo per incamerare finanziamenti esterni e mettendo in campo iniziative per incrementare il numero degli studenti», progetto, quest’ultimo, difficile da attuare senza abolire il numero chiuso introdotto nel 2018 anche a Lettere, Filosofia e Beni culturali. «Stiamo andando in quella direzione e gli organi dell’ateneo si sono già espressi in merito», spiega il rettore. La sua relazione, introduttiva alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico che ha avuto per protagonista l’ingegner Piero Ferrari, vicepresidente della casa automobilistica di Maranello, è anche l’occasione per anticipare i punti chiave del piano strategico triennale che tratteggia il futuro dell’università, da inviare al ministero entro metà febbraio. «Sfide», dice, «riguardano la competitività dell’ateneo. Deve diventare sempre più attrattivo, anche aumentando il numero delle residenze universitarie e potenziando i rapporti con i territori vicentino e rodigino. Abbiamo avviato un dialogo con Fondazione Cariverona per creare nuove opportunità sul versante dell’edilizia e dello sviluppo della ricerca». Tra gli obiettivi messi a segno nei primi quattro mesi di mandato, Nocini elenca l’adesione al Manifesto delle università inclusive dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati («ci porterà a realizzare corridoi umanitari per gli studenti rifugiati», spiega); l’intesa con l’ateneo di Padova e la regione Veneto per l’inserimento degli specializzandi in Medicina negli ospedali; l’accordo quadro con il Comune di Verona per la vita culturale della città e con la Camera di Commercio per favorire esperienze di stage tra gli studenti; l’intesa con Trento per il corso di laurea interateneo in Medicina; l’equiparazione stipendiale fra personale ospedaliero e docenti medici in assistenza che in passato «rappresentava un vulnus per il reclutamento di giovani ricercatori medici». Una delle prime azioni del rettore è stata l’assunzione del nuovo direttore generale, Federico Gallo, ex dg dell’università di Bari, che si è presentato ufficialmente alla comunità accademica.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 8/02/2020

Note: Laura Perina - foto Marchiori