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IL FURTO DEL SECOLO. Contatti ufficiali tra il sindaco Tosi e l’ambasciatore ucraino per fissare la data del rientro. Si muove anche la Procura. La rapina nel novembre 2015
Trovato l’accordo a livello politico e giudiziario: missione a Kiev martedì 20 e mercoledì 21, le tele viaggeranno su un volo riservato
La clamorosa rapina delle tele è avvenuta il 19 novembre 2015
Mercoledì 21 dicembre sarà il giorno che i veronesi aspettano da più di un anno. Tre giorni prima di Natale, con un volo aereo speciale proveniente da Kiev, torneranno nella nostra città i 17 capolavori del museo di Castelvecchio trafugati la sera del 19 novembre 2015 da banditi armati, con la complicità dell’unica guardia giurata presente. I quadri sono ora custoditi nel museo Khanenko di Kiev. A recuperarli, ai primi di maggio, in un bosco ai confini tra Ucraina e Moldova, erano state le guardie di frontiera ucraine. In questi ultimi mesi sono stati molti gli annunci, poi puntualmente smentiti, sulla data della restituzione. Ma questa dovrebbe essere la volta buona. Il procuratore Gennaro Ottaviano che segue fin dall’inizio la vicenda giudiziaria, ieri ha infatti ricevuto una telefonata dalla Procura generale di Kiev nel corso della quale gli è stato riferito che le opere d’arte saranno a disposizione dal prossimo 20 dicembre.La conferma arriva anche dal sindaco Flavio Tosi che ha fatto sapere di aver avuto un colloquio telefonico, poco prima delle 18 di ieri, con l’ambasciatore di Kiev in Italia, Yevhen Perelygin. Salvo ostacoli imprevisti, pare quindi avviarsi a conclusione un caso internazionale, reso ancor più incandescente dalla denuncia per appropriazione indebita, presentata dall’avvocato Guariente Guarienti nei confronti del presidente ucraino Petro Poroshenko. Per quanto riguarda le modalità della restituzione, tra i rispettivi governi si sarebbe stabilito che a riportare a Verona i preziosi dipinti sarà una delegazione che si recherà in aereo a Kiev. Dall’ambasciata ucraina di Roma, per il momento non vengono confermate né la data né i dettagli dell’operazione. Pare tuttavia tramontata l’ipotesi che a riportare i quadri a Verona sia lo stesso presidente Poroshenko che li avrebbe voluto personalmente consegnare nelle mani del presidente del Consiglio italiano. Le dimissioni di Matteo Renzi e l’agenda già fitta del suo successore a Palazzo Chigi, Paolo Gentiloni, avrebbero però fatto propendere per una cerimonia più contenuta. «Nella vicenda dei quadri di Castelvecchio», così il sindaco Tosi commenta l’intesa tra Roma e Kiev, «noi abbiamo sempre mantenuto un colloquio costante con le autorità dell’Ucraina. Qui», rimarca, «c’è stato chi ha lavorato positivamente e chi ha fatto solo polemica: ringrazio tutti quelli che hanno operato positivamente, ad iniziare da Matteo Renzi». E aggiunge: «Da parte ucraina c’era la volontà di arrivare alla restituzione delle opere entro Natale, comunque entro la fine dell’anno. La crisi del nostro Governo, con le difficoltà organizzative conseguenti, ci ha portato a trovare una strada più breve, diretta». Tosi ha spiegato che l’unico scoglio da superare è ora quello della composizione della delegazione che dovrà recarsi a Kiev, «perché essendo i quadri un compendio di furto c’è un dialogo tra le rispettive Procure, che deve sciogliere gli ultimi nodi». E conclude: «Non è escluso che la data, fissata al 21 dicembre, possa magari slittare di un giorno o due, ma in ogni caso sarà entro Natale». I 17 capolavori ritrovati nella boscaglia di Turunciuk sono opere di Pisanello, Jacopo Bellini, Andrea Mantegna, Giovanni Francesco Caroto, Jacopo e Domenico Tintoretto, Peter Paul Rubens, Hans de Jode e Giovanni Benini. Del caso, in veste di ministro degli Esteri del governo Renzi, si era occupato anche il neo premier Paolo Gentiloni. L’imminente ritorno dei quadri a Castelvecchio era stato annunciato anche dall’ambasciatore di Kiev in visita a Padova lo scorso 1 dicembre. «Le pratiche tecnico-legali», aveva detto, «sono terminate, c’è solo da trovare la data giusta». 

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -cronaca pag. 14

Data: 13/12/2016

Note: Enrico Santi