Il bosco spontaneo cresciuto in 30 anni nell'ex Cava Speziala

URBANISTICA. In Consiglio comunale approvato l’emendamento di Bertucco alla variante 23
Anche la maggioranza vota per «congelare» il progetto della proprietà che prevedeva il riempimento. Segala: «Nessuno vuole una discarica»
Cava Speziala a una svolta decisiva. È salvo, almeno per ora, il bosco spontaneo cresciuto al suo interno nell’ultimo trentennio.Il Consiglio comunale ha accolto, nell’ultima seduta, in modo unanime, l’emendamento alla variante 23 presentato dal consigliere Michele Bertucco (Sinistra e Verona in Comune) per la conservazione «a verde pubblico» dell’ex sito di estrazione della ghiaia a San Massimo. Il documento, dopo settimane di confronti sottotraccia tra le varie parti politiche, è stato infine sottoscritto dai capigruppo sia della maggioranza sia dell’opposizione.«Ora la cava Speziala ritorna alla sua originaria destinazione d’uso, a verde pubblico, perdendo quella che le era stata successivamente affidata a uso “agricolo di transizione”», spiega l’assessore all’Urbanistica, Ilaria Segala, pur precisando: «Questo non è un vincolo assoluto. E l’epilogo non è scontato. Ma si è posto un paletto in più nei confronti di ogni futuro progetto che sollevi perplessità paesaggistiche e ambientali».E che fine fa l’intervento prospettato dalla proprietà, la società Area Srl (che prevedeva un parziale riempimento della cava e la creazione di un bosco ciclico da taglio)? «Rimarrà congelato fino alla definitiva entrata in vigore della variante 23», chiarisce Segala. «Dopodiché probabilmente il settore dell’Urbanistica sarà chiamato a dare un nuovo parere al progetto, sottoposto nel frattempo a integrazioni da parte dei proponenti. Il Consiglio comunale, intanto, ha voluto lanciare un chiaro messaggio alla cittadinanza: nessuno vuole una discarica».Nonostante la società proprietaria abbia sempre dichiarato che il riempimento della Speziala sarebbe avvenuto solo con terre da scavo della Tav, «gli uffici del settore Ambiente nutrivano qualche dubbio. Inoltre l’Urbanistica si era già espressa negativamente sulla proposta di Area Srl per motivi paesaggisti», riepiloga Segala. Che aggiunge: «Alla terza circoscrizione, che spinge per la riqualificazione dell’ex cava, diciamo che capiamo questo punto di vista. E si potrà ragionare su proposte migliorative».Soddisfatto Bertucco: «Scopo dell’emendamento era la salvaguardia del bosco spontaneo. La variazione urbanistica è fondamentale per fermare qualsiasi progetto che vada in direzione contraria, soprattutto quando sia previsto il conferimento di materiali. Ringrazio perciò la maggioranza, perché questo risultato non sarebbe stato possibile senza l’apertura dimostrata. Per una volta sono stati ascoltati i cittadini».Esulta il comitato civico che da decenni si batte per la difesa del bosco alla Speziala, ma resta anche «con le antenne alzate», avverte il rappresentante Marco Menin. «Il cambio di destinazione d’uso è stato approvato, ma va convalidato. Il nostro impegno non si ferma. Avvieremo una raccolta di firme affinché l’ex cava venga acquisita dal Comune e decretata finalmente parco pubblico». La circoscrizione però non cambia idea. Il presidente Claudio Volpato: «Pemsiamo ancora di aver votato correttamente, dicendo “sì” al progetto di Area Srl. Il riempimento sarebbe avvenuto con terre da scavo. Sarebbe poi seguita la piantumazione, ottima occasione per riqualificare il sito».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 9/11/2019

Note: Lorenza Costantino