LA RICERCA. La scultura monumentale veronese in un testo curato da 16 appassionati d’arte Cavour e i cavalli della Vittoria ,statue che nutrono la memoriaBiguzzi: «Non è retorica, ma consapevolezza della propria storia» Materiale inedito e curiosità sui protagonisti della scultura monumentale scaligera sono oggi racchiusi in un testo, realizzato a 16 mani da esperti e appassionati d’arte.Domani, 10 novembre, alle 17, la Biblioteca civica aprirà le porte agli autori della scultura a Verona nell’epoca della Grande Guerra, con un focus, racchiuso in un’ ulteriore pubblicazione della storica d’arte Camilla Bertoni, interamente dedicato alla famiglia Spazzi. Il progetto, coordinato dalla stessa Bertoni, è promosso dall’archivio online della scultura veronese che, l’anno scorso, con l’Associazione Culturale Mario Salazzari, ha proposto un ciclo di incontri sugli eroi della grande guerra.Il materiale raccolto su chi ha realizzato circa 300 monumenti tra città e provincia, ha portato alla stesura del volume «Eroi e antieroi. La scultura a Verona nell’epoca della Grande Guerra».Spiega Bertoni: «Esistono già pubblicazioni sui monumenti della provincia scaligera, ci siamo quindi voluti soffermare piuttosto sui loro autori, per ricostruire le personalità di artisti dimenticati. Recuperare oggi le figure degli scultori a cui è stata affidata la trasmissione della memoria dell’immane tragedia vissuta con la Grande Guerra, significa ricostruire anche le basi per una riflessione sul senso della produzione monumentale oggi, dato il continuo fiorire di monumenti nelle città. Una fioritura spesso non supportata da un’adeguata riflessione culturale e generatrice di più che discutibili frutti».Alimentare la memoria di quei caduti così come mantenere vivi e vissuti i monumenti che li celebrano, «non è esercizio retorico né apologia della guerra, è, molto semplicemente, il dovere di una nazione consapevole della propria storia», evidenzia Stefano Biguzzi, presidente dell’Istituto veronese per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea.Il secondo libro che verrà presentato venerdì si intitola «Gli Spazzi, una lunga dinastia di artisti». Realizzato dagli scultori Carlo e Attilio Spazzi, il monumento a Cavour, che si trova alla fine di via Roma davanti a Castelvecchio, è l’ultima delle opere di una famiglia di cui vi sono tracce fin dal Trecento, dalla Val d’Intelvi alle corti d’Europa, infine a Verona.«Con un volume come questo impariamo a guardare la scultura monumentale con maggiore consapevolezza, a decifrare le gesta che ci racconta», commenta la storica dell’arte Cristina Beltrami. «Il libro inoltre s’inserisce in un progetto più ampio e ambizioso: la creazione di un Archivio della scultura veronese consultabile in rete e a disposizione di studiosi e appassionati».L’obiettivo è infatti realizzare in futuro altra monografie. La prossima sarà dedicata a Mario Salazzari, autore dei cavalli collocati sul ponte della Vittoria.Chiara Bazzanella

gently

Membro della redazione

Ultimi articoli di gently (Leggi tutti)

Tratto da: L'Arena giornale di Verona

Data: 9/11/2017

Note: Sezione "Cronaca"Da pag. 19