L´ingresso del palazzo –

«Sarebbe la sede perfetta della circoscrizione, oltre che lo spazio ideale in cui installare una biblioteca e una serie di servizi per il quartiere». Il noto architetto veronese, Libero Cecchini, ha le idee chiare su quale sia la vocazione odierna dell´ex Casa del Fascio di via IV Novembre: ossia di tornare a essere un edificio pubblico.
Quella che era nata come sede rionale del partito Nazionale Fascista, con annesso Dopolavoro, si trova a pochi metri di distanza da studio e abitazione dell´illustre architetto, che fa quindi i conti quotidianamente con l´enorme contenitore vuoto ormai da anni.
«Via IV Novembre è stata sistemata da cima a fondo, e i suoi marciapiedi sono diventati i liston del quartiere», riprende Cecchini. «Avere uno spazio pubblico, con un occhio di riguardo per gli anziani, completerebbe il quadro e convoglierebbe le persone in uno spazio alternativo al solito ex Arsenale».
A essere convinta dell´importanza di un uso collettivo della struttura, è  anche la storica dell´urbanista Michela Morgante, curatrice della pubblicazione «Borgo Trento, un quartiere del Novecento tra memoria e futuro».
«La Casa del Fascio era stata realizzata da Mutinelli, autore unico del movimento moderno e pubblicato sulle riviste nazionali. A Verona c’è poco o nulla di moderno nell´edilizia e simili risorse del territorio dovrebbero restare pubbliche. Oltretutto nella via mancano punti di aggregazione, mentre il quartiere pullula di associazioni per anziani prive di sedi adeguate».
Meno restrittivo sul futuro dell´immobile, e più preoccupato invece della celerità  dell´intervento, è Stefano Albiero, gestore del bar Dal Zovo che si trova proprio di fronte all´ex ufficio di Collocamento. «Pubblico o meno, l´importante è che l´edificio sia sistemato al più presto perchè la sua presenza, tra colombi e sporcizia, degrada un po´ tutto».C. BAZ.

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Tratto da: L'Arena il giornale di Verona

Data: 20/02/2013

Note: Cronaca, pag 16