Ceni nel 1988 riceve Giovanni Paolo II con l'allora vescovo Amari

LUTTO. S’è spento a 84 anni un protagonista della Dc negli anni ’70 e ’80. Consigliere comunale, assessore, deputato
Quand’era in Giunta rese pedonali piazza Bra e via Roma e introdusse i cassonetti. Presidente della Fiera, avviò con 14 viaggi i rapporti con la Cina.
Nel cuore aveva Verona. Dove, lui nato a Mantova, era arrivato da bambino. E nella sua vita ha contribuito a proiettare Verona nel mondo. Oltre che a renderla più vivibile e decorosa – grazie tra l’altro alla pedonalizzazione di piazza Bra e via Roma – e più solidale, con iniziative sociali. Commerciante, consigliere e assessore comunale e poi deputato, per la Dc, presidente dell’Ente Fiera: è solo una parte dell’attività di Giuseppe Riccardo Ceni, spentosi ieri mattina, a 84 anni, dopo una lunga malattia.Ceni lascia la moglie Giulia Chiamenti, con la quale aveva un rapporto speciale, e i figli Luisa, impegnata nel volontariato alla Casa della Giovane, e poi Laura, Antonia, Teresa e Carlo. Ragioniere, Ceni da giovane ha due insegnanti che considera punti di riferimento: Giorgio Zanotto, poi tra l’altro sindaco e presidente della Banca Popolare, e Aleardo Valerio. Rileva con il fratello Gianbattista l’attività dei nonni fondando l’azienda CeniGomma, con sede inizialmente in centro, in via Pigna, e poi a Veronetta, in via Santa Maria in Organo. Attività poi ceduta. Ha anche un secondo negozio, in comproprietà, il Centro Sport, in via Scalzi, anche questo poi chiuso. Impegnato a lungo nell’allora Asco, l’Associazione commercianti, Giuseppe Riccardo Ceni è noto anche per la lunga attività politico-amministrativa, nella Democrazia cristiana. «Lo ricordo agli inizi, con me», dice Enzo Erminero, 88 anni, commerciante, già deputato della Dc e sindaco, «e nella sua lunga vita politica e amministrativa. Ceni era uomo estremamente concreto, capace di realizzare i progetti, e metteva grande passione in ogni lavoro».Consigliere comunale dal 1970, dal 1975 al ’79 – il sindaco è Renato Gozzi – Ceni è anche assessore a traffico, circolazione, polizia urbana, vigili urbani, nettezza urbana e Amt, a quei tempi Azienda municipalizzata trasporti. È in questo periodo che attua iniziative passate alla storia della città, come rendere pedonali piazza Bra e via Roma. «All’inizio fui coperto di critiche», ci raccontava Ceni una decina di anni fa, «ma ora nessuno si sognerebbe di riaprirle al transito di auto».Altra iniziativa l’aver introdotto i cassonetti per raccogliere le immondizie, eliminando le pattumiere vicino alle case. «Quando andai nelle assemblee pubbliche nei quartieri a spiegare la novità mi facevo scortare dai carabinieri: la gente era arrabbiata perché non voleva cambiare abitudini, ma poi il clima migliorò e la città ne guadagnò», ci ricordava Ceni. Durante il suo mandato, poi, arriva la prima donna vigile. Consigliere comunale anche dal 1985 al 1980 e dal 1990 al ’93, è anche presidente dell’Ente Fiera dal 1987 al 1993, e prima, nel 1971, era stato consigliere dei Magazzini Generali. Deputato della Dc, invece, dal 1979, e anche presidente di Confedilizia.«In tutte le attività nostro padre dimostrava visione», dicono i familiari, sottolineando in particolare «l’aver portato a Verona Marmomacchine», dopo la “guerra del marmo” con Sant’Ambrogio di Valpolicella, «e l’aver dato grande impulso ai rapporti con la Cina, dove era stato 14 volte in viaggio per creare collegamenti con Verona e con il suo tessuto imprenditoriale».Il grande rilancio dell’associazione “Veronesi nel mondo”, alimentando e sviluppando contatti e gemellaggi in numerosi Paesi esteri, è un altro dei tanti terreni di impegno civile di Ceni. In prima linea, anche, nell’organizzare la visita di papa Giovanni Paolo II a Verona il 16 e 17 aprile 1988. «È stato nostro padre a ricevere il Papa, in Fiera», ricordano ancora i familiari di Ceni, evidenziando poi un altro aspetto saliente della sua vita. «È la solidarietà verso i più deboli, praticata da lui senza sosta, e aveva avviato Verona Solidarietà».In anni più recenti Ceni si coinvolge nell’Udc per rilanciare valori politici, legati al solidarismo e alla sua esperienza passata nella Dc, che non si rassegnava a veder tramontare nella cosiddetta “seconda Repubblica”.I funerali di Ceni mercoledì, alle 10, nella cattedrale, di fronte alla quale abitava. A

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 21/10/2019

Note: Enrico Giardini