L'ex scalo merci tra la stazione ferroviaria di Porta Nuova e Santa Lucia

LA CITTÀ CHE CAMBIA. Siglato il protocollo d’intesa fra Comune, Regione e Ferrovie per trasformare lo scalo merci di Santa Lucia nella più grande area verde di Verona
Sboarina: «Giorno storico, ora non si può tornare indietro». Tempi non brevi: un anno di lavoro per definire il masterplan, poi partirà l’iter urbanistico.
Il sindaco Federico Sboarina l’ha definito «un giorno storico per Verona». Un «percorso sicuramente lungo» del quale però «d’ora in poi non si potrà più invertire la rotta». È stato siglato a Palazzo Barbieri il protocollo d’intesa fra Comune, Regione e Ferrovie dello Stato per trasformare l’ex scalo merci ferroviario di Santa Lucia nel futuro «Central park». Hanno apposto la propria firma sull’accordo il sindaco Sboarina, l’assessore regionale Elisa De Berti (Trasporti), e Umberto Lebruto, amministratore delegato di Fs Sistemi Urbani.Presenti allo «storico patto» anche gli assessori Ilaria Segala (Urbanistica) e Luca Zanotto (Lavori pubblici), prossimamente coinvolti nella progettazione delle opere di contorno del Central park, fra cui un sistema di piste ciclabili che lo rendano più facilmente accessibile. Sono intervenuti, inoltre, il direttore territoriale di produzione di Rfi, Vincenzo Lamberti, e il responsabile dell’Area centro nord est di Fs Sistemi Urbani, Alessandro Maculani.L’obiettivo di riconvertire l’estensione di binari e magazzini dismessi nel parco più grande di Verona si inquadra nel progetto dell’alta velocità ferroviaria, che in città avrà una propria stazione dedicata, costruita alle spalle dell’attuale Porta Nuova. Una struttura ex novo rivolta verso sud, proprio sull’area verde di circa 500mila metri quadrati (previsti nel parco opere e servizi, ma solo «funzionali alla sua gestione e fruizione», ha detto Sboarina).«E ora», ha continuato il sindaco, «proseguiamo con 12 mesi di tavolo tecnico, allo scopo di definire il masterplan e l’analisi di sostenibilità economica, per poi avviare l’iter urbanistico».«Il volto della città cambierà in maniera definitiva», ha promesso Sboarina. «Se oggi si guarda l’ex scalo merci, si vede una grande ferita nel tessuto urbano rappresentata dalle rotaie. Il parco, invece, sarà la “ricucitura verde” in grado di saldare il centro della città con i quartieri a sud, la zona della fiera e della Zai. Ci vorrà tempo per realizzare il sogno. Ma questa giornata è un punto di partenza vero, cui non eravamo mai arrivati. Per essere qui c’è voluto un anno e mezzo di lavoro».L’assessore De Berti ha introdotto un tema finora lasciato sullo sfondo: la possibilità che, con l’alta velocità, i binari «tradizionali» possano essere alleggeriti da una parte del traffico ferroviario, per accogliere invece la «metropolitana di superficie».«Siamo di fronte a un’occasione unica», ha commentato De Berti, «e ai progetti bisogna credere e lavorare. Verona diventerà il fulcro di una struttura imponente che vedrà convergere due corridoi dell’alta velocità. Sulle rotaie liberate potremo potenziare il trasporto regionale e studiare insieme nuovi mezzi di spostamento, come la metropolitana di superficie, a integrazione delle altre proposte di mobilità pubblica, dagli autobus al filobus, senza trascurare la ciclabilità».«La ferrovia unisce i popoli e i luoghi; a Verona non potevamo permettere che l’ex scalo merci dividesse in due la città», ha commentato Lebruto. «La stazione è un crocevia importantissimo per viaggiatori e merci. Per migliorarla sono previste possenti opere di riqualificazione. Sarà affiancato il nuovo servizio dell’alta velocità, collocata a sud, a cerniera tra la fiera e la stazione attuale. Ci sarà da investire per rendere la stazione accessibile e integrata con tutte le modalità di trasporto, raggiungibile con la metropolitana leggera, i mezzi pubblici, l’auto, la bici, e anche a piedi, in una maniera che dovrà essere sicura all’interno di un parco urbano fruibile e accessibile. Il protocollo è anche per noi una grande opportunità».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 16

Data: 6/07/2019

Note: Lorenza Costantino