Mercoledì 17 ottobre 2018

Jacopo Tintoretto a cura di Claudia Petrucci

 

Quest’anno ricorre il quinto anniversario della nascita di Jacopo Robusti detto il Tintoretto, a causa dell’attività di tintore del padre.

La professoressa Petrucci pone alla nostra attenzione alcune delle sue opere più significative appartenenti ai cicli della Scuola Grande di San Marco e a quella di San Rocco a Venezia.

Opere di grandi dimensioni e per questo definiti ” teleri” dai soggetti religiosi che testimoniano gli scopi che si prefiggevano queste Scuole, una specie di Confraternite, impegnate nella diffusione del Vangelo e nello svolgimento delle ” Opere di misericordia.”

Nel”Miracolo di San Marco e San Marco liberato dal diavolo ” si evidenziano alcune delle principali caratteristiche della sua pittura: la costruzione in diagonale per dare l’ idea della velocità e dell’efficacia dell’intervento del santo e per creare pathos, scompiglio e grandi emozioni. Forti emozioni stimolano nello spettatore forti reazioni, inducendolo a compiere lui stesso le opere di misericordia.

Il “Trafugamento e il trasferimento del corpo di San Marco” esprime un’ altra caratteristica: colori spenti, marroncini, con un forte slancio ottenuto dalla costruzione di un fuoco diagonale che rivela il senso del pericolo sottolineato anche dalle nuvole nere incombenti.

Nella sala grande, superiore di San Rocco l”Ultima Cena” mostra la particolarità di una forte accentuazione della luce nei colori scuri; luce teatrale che fa risaltare gli atteggiamenti scomposti dei 12 apostoli e il Cristo con l’ aureola luminosa posto di lato.Un gusto teatrale, tipico del “Manierismo” preludio al “Barocco” espressione di un periodo storico dominato da forti contrasti, sfociati nella”Riforma e” Controriforma” e nel Concilio di Trento. L’ Arte, si sottolinea, diventa strumento di una possibile redenzione.

Sempre nella Scuola grande, sala superiore la ” Resurrezione ” con forte contrasto tra la zona buia dove stazionano i soldati e la figura luminosa del Risorto che”svolazza”in diagonale e che da’ l’idea del vento, un’aria agitata; luce ultraterrena della speranza.

Nello scenario tranquillo della vita di Maria, rappresentato dall'”Annunciazione”,sempre della Scuola di San Rocco irrompe l’ Angelo come un ciclone con lo spirito santo che invia fasci di luce dritti al ventre di Maria provocando il senso di sconvolgimento da lei vissuto

 

“Santa Maria Egiziaca” dipinto molto particolare con un paesaggio notturno quasi fantasmagorico, di intensa suggestione, di un deserto illuminato da una luce lunare che si riflette nell’acqua e  la figura di Maria, redenta dal suo passato di prostituta, ma relegata, piccola,in un angolo, come a ritenersi indegna.

Ultima composizione del maestro l” Ultima Cena” della sua maturità dalla pennellata terribile che si trova nella chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia con i colori scuri e forti contrasti di luce, ma molto più narrativa rispetto alla “Cena” precedente.

Un lungo e convinto applauso ha sottolineato la bravura e la ricchezza dei commenti di Claudia Petrucci a cui va un grazie affettuoso per la sua preziosa disponibilità.