Il diario dell’oste delle Tre Corone tra ‘700 e’800

a cura del prof. M. Gragnato

 

L’oste delle tre corone è Valentino Alberti, che, da “ragazzo di bottega” si trasforma, a poco, a poco in imprenditore, proprietario di una famosa osteria, che ha l’onore e il privilegio di ospitare personaggi famosi, protagonisti di fatti accaduti tra ‘700 e ‘800.

Così dalle pagine del suo ” Poderoso Diario” si ricavano notizie e fatti, trascurati dalla storiografia ufficiale, ma da lui ” annusati” -come sottolinea il prof. Gragnato- attraverso la sua umanità.

Il personaggio Valentino si inserisce nel periodo storico, quando la Repubblica Veneta sta consumando la sua opulenza in feste e baldorie;    la cronaca registra, che prolungava il suo carnevale per sei mesi, mentre l’artiglieria napoleonica minaccia le mura di San Zeno e infligge alla città violenze, sopraffazioni e ruberie. Le soldataglie entrano nelle osterie, mangiando e bevendo, senza pagare e lasciano nella disperazione tutti gli osti della città, nonostante l’esercito Veneto tenti una reazione, attraverso piccole scaramucce che culminano nella battaglia combattuta a San Massimo e a Santa Lucia il 25 aprile1827. Scoppiano i primi moti popolari;

Inizio Pasque Veronesi – Case Mazzanti

il primo segno delle Pasque Veronesi avviene nei pressi di scala Mazzanti con le truppe dalmate (gli schiavoni) che si rifiutano di gettare le armi. I generali napoleonici si fronteggiano in numerosi scontri con l’esercito Austro-Russo e vengono sconfitti nella battaglia al Magnano.

 

 

 

Dopo un turbolento periodo di lotte tra fazioni interne, Verona si trova divisa tra riva destra dell’Adige in mano ai Francesi e riva sinistra occupata dagli Austriaci con i ponti che fanno da divisorio. I Francesi impongono tasse di ogni tipo, compresa quella sulle finestre delle case, tanto che i Veronesi-annota Valentino- sono impegnati a” stupar” finestre.

Scoppiano insurrezioni, anche se ai Veronesi non piaceva affatto essere sempre in guerra. Preferivano divertirsi e quelli che potevano si dilettavano in mongolfiera o con il gioco della palla a mano, che in molti praticavano nella odierna via Pallone che allora fungeva da piccolo stadio.

Molto seguito era il gioco del lotto e nell’Arena si organizzavano corride, protagonista il toro inseguito dai cavalieri, ma anche con i cani addestrati per addentare il toro all’orecchio.

Finito l’impero napoleonico, Verona viene governata dagli Austriaci e diventa fortezza asburgica ben protetta dai suoi forti.

I nuovi clienti di Valentino sono gli arciduchi austriaci che consentono ai Veronesi di vivere meglio, potendo tutti lavorare e mangiare mentre Verona viene dotata di costruzioni importanti come Santa Marta, l’Ospedale Militare e a  corte Farina l’osteria tre corone diventa ristorante tre corone.

Così – conclude il prof, Gragnato- ho presentato una lezione di storia che abbraccia il periodo dalla Serenissima al 48 che noi tutti abbiamo applaudito per la sua pregevole specificità.