Mercoledì 25 Maggio 2011 – h 16.00 Auditorium della Parrocchia di S. Pietro Apostolo
L’Arch. L. Calcagni illustrerà il suo progetto di riqualficazione dell’Arco dei Gavi.

L’insigne monumento romano scampò alle distruzioni belliche che invece interessarono il vicino Castelvecchio, danneggiato seriamente nel bombardamento del 4 gennaio 1945. Nel corso del secondo dopoguerra invece l’arco è stato interessato da un processo di degrado, legato soprattutto ai numerosi atti vandalici che lo ricoprirono di graffiti e scritte.

Studi preliminari (arch. luigi Calcagni)

Per anni si è assistito ad un alternarsi di lavori di pulizia dall’efficacia solo momentanea, fino a quando, nel 2006, il Comune ha affidato all’arch. Luigi Calcagni dello studio Arteco srl il progetto di conservazione e protezione dell’Arco dei Gavi. Il progetto, in occasione dell’ennesima campagna di pulizia, prevedeva la realizzazione di un vallo a protezione del monumento: scelta dettata dalla necessità di non interromperne la vista, ma allo stesso tempo di proteggerlo. Contestualmente viene colta l’occasione per ridisegnare le aiuole, semplificando il disegno della piazza in modo da far risaltare ancora di più l’arco..

 

Dopo un lungo iter burocratico, i lavori sono iniziati nel giugno del 2011, per essere sospesi dopo appena un mese a causa del ritrovamento di importanti reperti archeologici. Successive indagini condotte dalla Soprintendenza archeologica hanno portato alla luce infatti una ricca stratigrafia, che dall’epoca romana giunge fino al medioevo. L’elemento più importante è un brano di mosaico policromo, il cui motivo decorativo è di tipo geometrico, a cerchi secanti e bordato da una cornice con fasce bianche, nere e gialle.

Queste presenze archeologiche, assieme a un mutamento di indirizzo da parte dell’amministrazione comunale, hanno portato alla modifica del progetto in corso d’opera. La nuova sistemazione è realizzata su progetto seguito direttamente dagli uffici tecnici del Comune di Verona. Eliminato il previsto vallo, il monumento si erge su di un piano continuo in graniglia, mentre la pavimentazione in basalto scuro posta sotto l’arco è stata ampliata con l’aggiunta di altri elementi di recupero. Per limitare l’accesso all’area nelle ore notturne, si è resa necessaria una cancellata, di altezza contenuta, progettata in modo da non disturbare la vista, sia nel disegno degli elementi metallici che nel colore.
L’elemento più innovativo della sistemazione, che inizialmente ha sollevato alcune critiche, è stata la scelta – ripresa dal progetto Arteco, che prevedeva anche un pontile in legno a sbalzo sull’Adige – di interrompere la continuità del parapetto marmoreo con dei “tagli” vetrati: questi non solo consentono di vedere dalla riva opposta il monumento nella sua completezza, ma aprono un inaspettato dialogo con il fiume.

 

L’arco dopo la riqualificazione. Rendering

 

Intorno alla metà del I secolo d.C., l’Arco sorse per onorare alcuni membri della Gens Gavia, illustre famiglia d’origine forse veronese. Il luogo fu scelto con cura, su una strada di gran transito, la Postumia, ai margini della platea su cui poteva svilupparsi la città: il punto preciso dove esso   Tratto da inside verona 

Trascrizione della delibera originale della Giunta

Proposta di ricostruzione dell’Arco dei Gavi del 6 Agosto 1920

“On. Consiglieri,

nel Settembre venturo ricorre il VI centenario della morte di Dante.

Verona, che dell’esule poeta fu “lo primo rifugio” che lo vide disputare entro le sue mura di alte questioni filosofiche  e offrire a un principe Scaligero le primizie del suo Paradiso e secondo la tradizione anche la dedica, Verona che ne deve celebrare il centenario della morte con la stessa grandezza d’animo e di opere con cui l’accolse in vita “la cortesia del grande Lombardo – che in sulla scala porta il santo uccello.”

La data memorabile non sarà dunque celebrata con effimere feste, ma con perenne monumento, e la Giunta ha preso l’iniziativa di ricostruire l’arco dei Gavi, perchè nel settembre 1921 sotto di esso rifiorisca la festa, già vista da Dante … di color che corrono a Verona il drappo verde”

L’arco dei Gavi che, come è noto, fu abbattuto dai Napoleonici nel 1805.
I massi furono depositati a Castelvecchio e in parte raccolti negli arcovoli dell’Arena e vennero riutilizzati solamente nel 1932 per essere ricomposti non più nella sede originaria, ma in una piazza a breve distanza, di fianco a Castevecchio. Il luogo in cui sorgeva originariamente l’Arco è individuabile grazie ad un rettangolo di marmo visibile sulla carreggiata della strada di fronte al castello.E’ un gioiello d’arte dei più bei tempi di Roma, opera firmata dall’architetto Vitruvio, che dalla semplicità delle linee e dalla sobrietà degli ornamenti,seppe trarre mirabili effetti d’arte.  Originalmente era un monumento sepolcrale onorario dedicato alla famiglia Gavia, benemerita di Verona, era quadrifronte, con quattro accessi,  i due maggiori nelle facciate volte verso porta Borsari e porta Palio, i minori nei fianchi, e per parecchisecoli, fino alla distruzione, servì di porta cittadina.

Per ottenere la desiderara ricostruzione la Giunta ebbe alcuni convegni con i sopraintendenti delle Gallerie e dei Monumenti, e consultò un comitato di competenti in attesa di formare un comitato definitivo.

Sugli avanzi che sono depositati negli arcovoli dell’Anfiteatro, furono fatti studi diligenti ed accuratissimi in modo da fissare con esattezza la loro reale posizione nella struttura architettonica dell’Arco, opera coscienziosa, diligente e paziente, quale è dimostrata nello studio del progetto di ricostruzione, ove sono invicate le parti che esistono e quelle che mancano. La Giunta, desiderando che Verona non sia da meno delle altre città d’Italia nell’onorare la memoria di
questo Grande col farsi iniziatrice della costruzione dell’arco, ha chiamato a concorrere nella spesa Provincia e Governo, anzi per quest’ultimo sono iniziate attivissime pratiche colla Direzione Generale di Antichità e Belle Arti.

La spesa prevista per la ricostruzione  è di Lire 120000, della quale metà chiesta al Governo, e l’altra metà suddivisa tra Comune e Provincia.

Provincia.

Questa Giunta vi propone a deliberare quanto segue:

” E’ approvata la ricostruzione del Cenotafio dei Gavi  secondo il progetto che fu rimesso alla Direzione Generale di Antichità e belle Arti per l’Approvazione.

E’ approvata la spesa di lire 30000 che, come sopra si ebbe a specificare, rappresenta la quota spettante al Comune di Verona.”

SINDACO – I pezzi sono in Arena. Pareva che ne rimanessero di più, ma molti sono andati smarriti, forse perduti nei varii trasporti. La spesa preventivata per la ricostruzione è di 120.000 lire. A queste 120000 lire si farebbe fronte in questo modo:  il Governo ha  dato affidamento di dare 60.000 lire in tutto, cioè metà della spesa. Le altre 60.000 lire saranno sopportate metà dalla Provincia  e metà dal Comune. A queste 30/mila lire il Comune farà fronte assegnando per cinque anni 6000 lire, sugli utili della Cassa di Risparmio.

In quanto alla località vi sono due opinioni. Un’ opinione, da scartarsi, è quella di metterlo al posto dov’era prima, perchè  ingombrerebbe troppo. Un’altra è quella di collocarlo dove c’e il monumento a Cavour .

Là però l’Arco dei Gavi sarebbe un monumentoi morto. Si potrebbe dire un monumento vivo se collocato sopra una strada dovela gente può passare di sotto. L’opinione di molti sarebbe quella di metterlo sullo stradone porta Palio, nel punto dove si biforca e da una parte va a Porta Palio e dall’altra agli Scalzi.

Convocheremo un’adunanza di competenti e sentiremo l’opinione degli artisti e degli archeologi. Intanto è interessante cominciare, perchè noi abbiamo la coscienza di fare opera non solamente bella ma anche buona.

Siamo sicuri che l’Amministrazione, che succederà alla nostra continuerà la nostra opera e la ricostruzione dell’arco dei Gavi sarà un fatto compiuto. La cassa di Risparmio verrà incontro ai nostri desideri assumendosi di anticipare tutto il fondo di 120 mila lire.

Per noi ora non  si tratta che di votare 30/ mila lire. Noi continueremo le pratiche per avere 60000 lire dal Governo e le 30000 lire dalla Provincia.

UBERTI – 120/ lire sarannoi sufficienti?

SINDACO – Io ne dubito; potrebbe darsi però che la mano d’opera diminuisse.

GERARD – Le pietre mancanti come vengono sostituite?

SINDACO – Alcuni ritengono si debba rifare la parte mancante come era in antico. Altri (ed io sono di questa opinione) vorrebbero fare quello che ha fatto quell’architetto francese, di cui non ricordo il nome, chiamato da Pio IX per la ricostruzione dell’Arco di Tito. Non rifare le cose perdute. Invece la parte mancante si fa con lastre di pietre bianche. C’è anche da discutere queste due opinioni.

GERARD – Mi compiaccio che si inizino i lavori così i forestieri quando arrivano nella nuova stazione cominceranno a vedere qualche cosa di splendido. Auguro anzi che vi venga scritto sopra per memoria: già distrutto dagli alleati francesi. Che si ricordi questa tra le altre benemerenze dei nostri cari alleati.

SINDACO – Si: metteremo: costruito da Vitruvio – demolito da Napoleone, ricostruito dall’Amministrazione Comunale.

Metto ai voti. Chi approva è pregato di alzare la mano.

– Esperita regolare votazione l’oggetto risulta approvato all’unanimità.

1931 – ricostruzione

SINDACO – Prego la stampa di voler pubblicare la relazione sull’oggetto ora votato.

GERARD – Voglio rivolgere una parola di encomio al sig. Corso che è qui presente che ci ha fornito le belle fotografie che abbiamo ammirato, e che si occupò sempre con grande competenza e amore di cose d’arte.

SINDACO – Lo faremo cavaliere

La seduta è tolta.

IL PRESIDENTE  T. ZANELLA

Il membro anziano  PINCHERLI

Il segretario  DALLARI